Media e minori:consigli per orientarsi
di Elisa Manna
Si fa un gran parlare dell’influenza dei media sui minori ormai anche nel nostro Paese: a fronte dell’invadenza dei media, che s’infiltrano in ogni spazio della vita quotidiana, si continua ad avere pochi riferimenti per cercare di tutelare o tutelarsi rispetto a contenuti sempre più scadenti. Qualcosa di pratico si può fare: innanzitutto far capire ai più giovani che i media in generale sono “una macchina per fare soldi”. Dunque non sono tanto interessati a divertirli, quanto a catturare la loro attenzione con qualsiasi mezzo pure di vendere pubblicità.
Questo punto, il ”disvelamento del gioco”, è una cosa importante, perché se la si riesce a spiegare bene, sottrae un po’ di fascino all’offerta mediatica. A nessuno piace, neanche ai ragazzi, essere preso in giro.
La seconda cosa che si può fare è farli riflettere su come viene rappresentata la realtà: la realtà somiglia veramente a quello che le televisioni ci mostrano? Le donne sono come si vedono negli show o sono proprio un’altra cosa? I casi di cronaca nera che invadono i telegiornali a tutte le ore riflettono davvero una realtà così tragica? O forse si “fa spettacolo” anche con infelici persone che sono incappate in una tragedia? E tutta questa violenza che si vede dalla mattina alla sera, ci serve? Davvero è divertente vedere due persone che si fanno del male? Perché ci divertiamo a vedere questa cosa? E via di questo seguito.
Un’altra cosa che si può fare è farli riflettere su come la sessualità è rappresentata in tv: ma davvero tutti pensano sempre alla stessa cosa, davvero non c’è altro cui dedicare la propria attenzione, davvero nella realtà tutti sono impegnati in grandi e rocambolesche avventure erotiche? Non sarà che ci prendono per gonzi?
E poi, se i ragazzi sono grandi, adolescenti, si può provare a stringere un’alleanza. Aiutate i vostri fratelli e sorelle più piccoli: state attenti ai bollini (troppo rapidi e piccoli, è vero) gialli, rossi o verdi che compaiono all’inizio del programma: se è rosso, proprio non è il caso che vedano quel programma. Responsabilizziamo i ragazzi più grandi, responsabilizziamo attraverso loro anche i genitori.
Si dirà: tanto c’è Internet .Anche su quello si può fare qualcosa: se si parla ai genitori si può suggerire l’uso dei filtri (explorer/strumenti/opzioni Internet protezione/contenuti) e comunque farsi consigliare da un amico informatico. E poi dialogo, dialogo, dialogo. E farsi sentire, essere attivi, partecipare: se qualcosa non ci piace reclamiamo al Comitato Media e Minori, che è fatto proprio per questo. La tecnica è andata molto avanti, dobbiamo riscoprire le dimensioni dell’umano.
6 aprile 2011