Tutela dei minori disattesa dai media
Il clamoroso caso dell’intervista al figlio minorenne dell’autore all’attentato davanti a Palazzo Chigi. Nessun diritto di cronaca può essere usato pretestuosamente in tale circostanza di Elisa Manna
È davvero singolare che nel Paese della mamma, dell’amore sviscerato per i figli, de “i figli so’ piezz’ e core”, non passa giorno senza che emerga la nostra sostanziale insensibilità nei confronti dei bambini. L’ultima occasione per dolerci di questo stato di fatto (che può non piacere riconoscere, ma che è tangibilissimo) è la trasmissione sui notiziari di Sky Tg 24 dell’intervista al figlio minorenne dell’autore dell’attentato di Palazzo Chigi, realizzato mentre il nuovo governo si insediava.
C’è da chiedersi quale mente perversa può avere pensato di intervistare un minore in una situazione di così evidente tragica difficoltà, chi può aver pensato di sottoporre alla curiosità collettiva delle parole che non potevano che essere frastornate e disorientate. E nessuna forma di cautela comunicativa (presunto filtro vocale), come giustamente sottolineava il comunicato stampa del Consiglio nazionale degli Utenti di Agcom, può giustificare la palese lesione della tutela dei minori: l’identificazione del minore in “situazione di grave crisi” è scontata e nessun diritto di cronaca può essere usato pretestuosamente in tale circostanza.
C’è da sottolineare, perché questo forse non tutti lo sanno, che ciò avviene in palese violazione di una legge dello Stato: infatti, il Codice di autoregolamentazione Tv e Minori – successivamente rinominato Media e minori – è stato regolarmente recepito dalla Legge n.112 del 2004, tutt’ora in vigore.
Delle due l’una:o le leggi a protezione dei minori sono pura facciata, un modo per catturare il consenso della popolazione e dei genitori, oppure queste leggi vengono “regolarmente” disattese. Non è un caso se il Comitato Media e Minori, che deve applicare il Codice Media e Minori, non è stato ancora rinominato a oltre un anno e mezzo dalla scadenza della precedente consiliatura. Davvero forse bisogna riprendere con forza l’iniziativa, per non lasciare che i minori siano alla mercé di operatori della comunicazione con pochi scrupoli.
2 maggio 2013