Attaccata una scuola a Gaza

20 i morti; 60 i feriti, tra cui 5 bambini, gravi, traportati all’ospedale di Al Aqsa, supportato da Msf. «Il personale si sente impotente. Non ci sono letti, né scorte per curare i feriti»

«Intorno alle 11.30 abbiamo sentito una forte esplosione e poco dopo sono iniziati ad arrivare pazienti, 20 di loro erano già morti. Nell’area rossa c’erano persone con amputazioni, ferite alla testa. Cinque di loro erano bambini di 7 – 8 anni circa, alcuni di loro in coma, con ferite alla testa». Eliza Sabatini, infermiera di Medici senza frontiere a Gaza, racconta così l’attacco aereo israeliano che ieri, 10 ottobre, ha colpito una scuola a Deir Al Balah, al centro della Striscia di Gaza.

L’ospedale di Al Aqsa, supportato dall’organizzazione, «si è trasformato ancora una volta in una scena di caos e spargimento di sangue con l’arrivo di 60 pazienti, tra cui 5 bambini gravemente feriti, e 20 morti», raccontano dall’organizzazione, ricordando che è la seconda volta in una settimana che l’ospedale apre le porte a un gran numero di pazienti gravemente feriti a causa degli attacchi aerei israeliani. «Il personale si sente impotente – riferisce Sabatini -. Non ci sono letti, né scorte sufficienti per curare i feriti. Non ci sono nemmeno più garze sterili».

La richiesta, quindi, è sempre la stessa: «Israele deve mettere immediatamente fine alla guerra totale contro la popolazione di Gaza», ripetono da Medici senza frontiere.

11 ottobre 2024