Attacco a Londra, Acs: «Perversione ideologica della religione è nemico insidioso»

La fondazione interviene all’indomani dell’attentato a Westminster, che aveva illuminato di rosso, contro estremismo e persecuzione

La fondazione interviene all’indomani dell’attentato a Westminster, che aveva illuminato di rosso lo scorso 23 novembre, contro estremismo e persecuzione
Solo 4 mesi fa, il 23 novembre 2016, la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Aid to the Church in need) aveva illuminato di rosso la facciata di Westminster, per ricordare le vittime della persecuzione per ragioni di fede in tutto il mondo. Nello stesso luogo ieri, 22 marzo, si è consumato l’ennesimo attentato terroristico con l’Europa. «La perversione ideologica della religione, con i suoi riflessi politici, militari e terroristici – dichiarano da Acs – è un nemico insidioso con un progetto di lungo termine. Oggi colpisce Londra, come ieri Parigi, Bruxelles, Nizza e Berlino. Colpisce tuttavia tutti i giorni in forme ancora più efferate e drammatiche in decine dei Paesi del mondo, in modo particolare in Medio Oriente e in Africa, nel silenzio pressoché totale della comunità occidentale». Proprio per questo, «compete a ognuno di noi impegnarsi, secondo le proprie responsabilità e competenze, con un progetto alternativo a quello dell’estremismo».

La fondazione pontificia da 70 anni fonda la propria azione sul trinomio “preghiera, informazione e azione”. Oggi, spiegano, «preghiamo per le vittime dell’attentato, continuiamo a sensibilizzare circa la minaccia dell’estremismo di matrice religiosa, e agiamo concretamente con i progetti nelle aree di crisi». Sostenere le minoranze perseguitate in terre anche molto distanti «significa anzitutto tutelare i destinatari, ma permette anche di risanare e rafforzare quelle società, rendendole sempre più immuni dal virus dell’estremismo, che si diffonde con grande facilità, e che purtroppo ha raggiunto anche la nostra Europa». La conclusione, per Acs, è inequivocabile: «Aiutare queste comunità minacciate e oppresse nei Paesi più critici significa aiutare anche i nostri figli a vivere nella pace».

23 marzo 2017