Beirut: prima di essere ucciso Nasrallah «aveva accettato la tregua»
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri libanese: «Informati i rappresentanti di Usa e Francia». L’esercito israeliano: in Libano colpiti 200 obiettivi; uccisi 15 membri di Hezbollah. Raid aereo dell’Idf anche in Siria. Il gruppo sciita: «Solo il primo round»
Poco prima di venire ucciso in un raid israeliano su Beirut, il 27 settembre, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah aveva accettato un cessate il fuoco con Israele. Lo ha rivelato il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib, citato dall’agenzia di stampa turca Anadolu. Il ministro ha assicurato che «la parte libanese aveva accettato. Berri si era consultato con Hezbollah e ne avevamo informato i rappresentanti di Stati Uniti e Francia». Attesa per domani, intanto, 4 ottobre, la cerimonia di sepoltura di Nasrallah, riferiscono i media locali, senza specificare né ora né luogo. Nessuna conferma, però, da parte di Hezbollah.
Nella serata di ieri intanto, 2 ottobre, le bombe israeliane hanno colpito ancora il sud di Beirut. Il bilancio del ministero della Sanità libanese è di 6 morti e 7 feriti. Colpito, informa Hezbollah, un centro di pronto soccorso nel cuore della città. Emesso dalle Forze di difesa israeliane (Idf) anche un nuovo ordine di evacuazione per alcune zone del sud di Beirut, preannunciando attacchi «nel prossimo futuro» contro il movimento sciita.
Raid aereo notturno dell’Idf anche in Siria, contro un deposito di munizioni vicino alla città portuale di Lattakia. La notizia arriva dal Times of Israel ed è stata confermata dalla radio siriana Sham Fm, che riferisce di una notte di attività dell’antiaerea di Damasco. Recentemente l’esercito israeliano, ricorda il giornale, ha avvertito che avrebbe cercato di colpire le consegne di armi e munizioni dell’Iran a Hezbollah, che per lo più passano in territorio siriano.
Ancora, l’agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) ha riferito di attacchi israeliani in diverse località del Libano questa mattina, 3 ottobre. In particolare gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato i villaggi nei distretti meridionali di Tiro e Bint Jbeil, vicino al confine israeliano, nonché il villaggio di Arnoun nel distretto di Nabatieh, anch’esso vicino al confine. Secondo l’agenzia, il villaggio di confine di Aitaroun è stato bombardato dall’artiglieria israeliana. Nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, è stato segnalato un attacco aereo israeliano sul villaggio di Harfouch. L’Idf riferisce su Telegram di aver colpito «circa 200 obiettivi terroristici di Hezbollah in territorio libanese, tra cui siti di infrastrutture terroristiche, terroristi, depositi di armi e posti di osservazione», e di aver ucciso «circa 15 terroristi di Hezbollah» in un attacco all’edificio del Comune di Bint Jbeil, in cui, afferma, Hezbollah stava operando.
A dare voce al gruppo sciita è il capo dell’ufficio stampa Mohammad Afif, secondo cui Hezbollah ha abbastanza combattenti, armi e munizioni per respingere Israele. Lo rende noto Al Jazeera, riportando le sue dichiarazioni. «Assicuriamo al nemico che questo è solo il primo round», le parole rilasciate ai giornalisti nel sud del Libano, aggiungendo che il Partito di Dio è pronto a «sacrificare il proprio sangue e la propria anima per la nostra patria per la grazia di Dio. Quello che è successo a Maroun al-Ras e in altre zone, inclusa Odaisseh, non è stato altro che la punta dell’iceberg».
Sul campo, Hezbollah afferma di aver respinto un tentativo di avanzata israeliana attraverso il confine nel sud del Libano. «Respinto con il fuoco dell’artiglieria il tentativo delle forze nemiche israeliane di avanzare presso la Porta di Fatima», è la dichiarazione del movimento, un giorno dopo la dichiarazione di Israele ha dichiarato che otto dei suoi soldati sono stati uccisi nel sud del Libano, mentre combattevano contro il gruppo sostenuto dall’Iran.
3 ottobre 2024

