Bloccato lo spot su patatine ed Eucaristia

Lo stop dopo la denuncia dell’Aiart, che esprime soddisfazione. «Continueremo a vigilare per la  tutela degli spettatori – utenti», assicura il presidente Baggio

«Con soddisfazione abbiamo appreso che l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha accolto il nostro appello all’immediata sospensione dello spot diffuso da Amica Chips». A parlare è il presidente nazionale dell’Aiart Giovanni Baggio, annunciando che il Comitato di controllo «ha ingiunto le parti coinvolte di desistere dalla diffusione di tale campagna ritenendola in contrasto con l’art. 10, quello sulle “Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona” del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, secondo il quale “la comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose».

Nelle motivazioni della sua decisione, il Comitato spiega che «il parallelismo che il messaggio instaura tra la patatina, descritta come “il divino quotidiano”, e l’ostia, che rappresenta evidentemente il divino, si sostanzia nella derisione del senso profondo del sacramento dell’Eucaristia, rendendo più che ragionevole che il credente e non solo si senta offeso». Di qui la decisione di bloccare la diffusione, in tutte le versioni e su tutti i canali, dei contestati spot in cui le ostie consacrate venivano sostituite dalle patatine. Più precisamente, il comitato dell’Istituto di autodisciplina «ha ingiunto alle parti di desistere dalla diffusione» della pubblicità «su tutti canali e con ogni mezzo». La decisione è appellabile nei prossimi 7 giorni. Nel caso di appello, a decidere sarebbe poi il Giurì dell’Istituto di autodisciplina quale giudice terzo.

«Ci riconfermiamo come rappresentanti di tutti gli spettatori-utenti  che hanno interesse affinché il linguaggio pubblicitario sia rispettoso di tutte le fedi religiose – afferma ancora il presidente Aiart – e invitiamo i creativi a essere maggiormente rispettosi delle identità culturali e religiose e a lavorare per spot che siano inclusivi e che si rivolgano a tutti gli utenti  in un modo attento a non creare disagio e disapprovazioni». L’invito quindi è a «lavorare insieme per una civiltà che ha bisogno di crescere nel rispetto delle identità culturali e religiose». Un’esortazione rivolta in particolare ad «alcuni pubblicitari che spesso non tengono conto di chi sta davanti alla tv o in rete», osservano dall’Aiart.

L’associazione «continuerà a lavorare  per la tutela degli spettatori utenti che hanno diritto, garantito dalla Costituzione, a essere rispettati dai media nella loro identità culturale, sociale e religiosa», assicurano, ricordando le molte segnalazioni ricevute nei giorni scorsi da parte di utenti che avevano ritenuto «blasfemo» lo spot di Amica Chips. «Continuerà a svolgere la sua azione di vigilanza sui media e se necessario chiederà anche l’applicazione di sanzioni».

10 aprile 2024