Cammino sinodale, «segno di una Chiesa viva»
Il primo briefing sull’assemblea nazionale in corso a Roma con quasi mille delegati. Il «vivace» dibattito sulle 50 proposizioni
Un’assemblea «vivace, segno che la Chiesa italiana è viva». Si sono presentati così oggi ai giornalisti monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, monsignor Valentino Bulgarelli, segretario del Comitato, e don Gianluca Marchetti, sottosegretario della Cei, per fare il punto sulla seconda assemblea sinodale iniziata lunedì 31 marzo. Sul tappeto, le cinquanta proposizioni che servono da canovaccio per quello che sarà il documento finale da portare all’assemblea generale della Conferenza episcopale alla fine di maggio. Un testo che, per stessa ammissione del vescovo di Modena-Nonantola-Carpi, ha ricevuto una pioggia di critiche, al punto da fargli dire che «in qualche momento ci siamo sentiti come gli orsacchiotti bersaglio nei luna park; e tuttavia, piuttosto che un’assemblea sonnacchiosa, ne preferisco una vivace da cui scaturiscono anche orientamenti e suggerimenti, con un confronto libero, senza preoccuparsi al limite di ferire chi ha lavorato ai testi. Ma ora comincia la parte più difficile, quella propositiva».
Il dibattito, infatti, che ha visto nelle due sezioni del mattino un totale di 155 interventi prenotati, di cui 51 pronunciati e il resto scritti, si è incentrato sulle proposizioni che sono sembrate troppo sintetiche. Ma Castellucci ha sottolineato che l’intento era quello di «aprire una finestra», visto che dietro ciascuna proposizione «c’è una tematica» più ampia, e proporre un testo «votabile». I lavori del pomeriggio del primo aprile e quelli della mattina del 2, infatti, proseguiranno nella trentina di gruppi e relativi sottogruppi che potranno presentare tutti gli emendamenti che saranno approvati con la maggioranza dei due terzi.
Poiché quello al centro della discussione «non è il testo finale ma una sorta di indice», è stato ritenuto opportuno non diffonderlo ma sono stati resi noti gli argomenti. È un documento di 38 pagine, diviso in tre parti. La prima, preceduta da un’introduzione generale sul tema «perché la gioia sia piena, per una missione nello stile della prossimità», affronta temi come la promozione dello sviluppo umano integrale, la cura delle persone fragili, la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, situazioni affettive particolari, comprese quelle di persone omosessuali e di quanti vivono situazioni di marginalità per la loro condizione affettiva, l’accompagnamento dei giovani, inclusi gli aspetti legati ai luoghi comunitari adeguati, temi relativi a organizzazioni di partecipazione, liturgia, revisione dei testi liturgici, pietà popolare. Diversi i punti dedicati alla comunicazione, in particolare agli ambienti digitali, al patrimonio artistico, al linguaggio cinematografico, agli stili di vita, alla dignità del lavoro, al disarmo e al commercio etico.
La seconda parte è dedicata alla formazione. Si fa riferimento alla Parola di Dio, ai percorsi di iniziazione cristiana, temi «chiesti da 67 diocesi, quasi un terzo», ha specificato Castellucci, all’anno liturgico, ai servizi di catecumenato, alla disabilità, ai percorsi di formazione per educatori, presbiteri e diaconi. Recepita anche una richiesta diffusa di rivedere i cammini di formazione con l’integrazione di donne e famiglie nella formazione dei futuri preti.
Infine la sezione dedicata alla corresponsabilità, «forse la più concreta», ha detto il presidente del Comitato. Qui si tocca il tema delle riconfigurazioni territoriali delle parrocchie (ma alla domanda se sia prevista anche quella delle diocesi Castellucci ha risposto «ecco, torno a fare l’orsacchiotto…»). E ancora i referenti di comunità, i Consigli pastorali, «con la richiesta di renderli obbligatori», insieme a una «revisione dei modelli di Curia, da rendere più snella», e le questioni legate a burocrazia e certificazione, con forme di alleggerimento della gestione delle parrocchie.
Raccomandata anche la promozione delle donne, laiche e religiose, alla guida di uffici pastorali, nella formazione e nei Tribunali ecclesiastici. Per finire, i punti che riguardano i ministri istituiti, la guida sinodale delle comunità, dove «il pastore è pastore ma altri condividono le responsabilità», la trasparenza economica e la rendicontazione. Chiesti anche un sito nazionale del cammino sinodale con tutta la documentazione raccolta e la definizione delle tappe di accompagnamento per la recezione del percorso nel prossimo quinquennio.
«C’era fin dall’inizio la consapevolezza di come un testo simile, molto diverso dai precedenti, avrebbe generato difficoltà, ce lo aspettavamo – ha commentato Bulgarelli -. Ho apprezzato quanto è avvenuto stamattina, e non sono parole di circostanza, perché mostrano una Chiesa vera, viva, capace di confrontarsi con parresia, non fintamente. Ho scoperto cose che nessuno diceva. Tutti hanno apprezzato il cammino fatto in questi quattro anni e il metodo messo in campo. Poi tutte e tre le fasi del cammino sinodale hanno presentato difficoltà. È fisiologico. Le maggioranze bulgare non ci appartengono, l’Italia è lunga, è stato raccontato un vissuto nel tentativo di trovare punti comuni per annunciare il Vangelo ovunque».
«Quello di stamattina è stato paradossalmente il momento meno sinodale perché ciascuno ha portato la propria idea – ha aggiunto don Marchetti -. Il momento sinodale è il confronto con gli altri: la mia idea è condivisa? È questo il vero movimento: dove arriviamo a condividere la posizione?». Spetterà dunque ai gruppi «individuare gli elementi di priorità. Le proposizioni non sono il punto finale. Stiamo pensando di scrivere insieme un testo, non ci sono documenti preconfezionati nascosti nei cassetti».
All’assemblea partecipano (i dati sono riferiti a lunedì, altri delegati si sono aggiunti nella mattina di martedì) 957 persone, con 176 vescovi, 246 presbiteri, 442 laici, 31 consacrati, 18 diaconi, 44 religiosi e religiose. Gli uomini sono 664 e 293 le donne. Sono rappresentate 219 diocesi su 226, 6 in meno, alcune giustificate, della precedente assemblea.
1 aprile 2025

