Campidoglio, le dimissioni del vice sindaco Nieri

Un passo indietro «che nessuno mi ha chiesto di fare». Il motivo: «Non posso più tollerare che la mia persona sia usata per attaccare Roma»

Un passo indietro «che nessuno mi ha chiesto di fare». Il motivo in una lettera pubblicata sui social: «Non posso più tollerare che la mia persona sia usata per attaccare Roma»

«La mia è una decisione personale, non improvvisa e non dettata da ragioni oscure, né da nauseanti ragionamenti politicisti. È una scelta limpida che condivido con tutti voi con la chiarezza che ha sempre contraddistinto la mia storia politica». Luigi Nieri usa questa parole per motivare la scelta delle dimissioni dalla carica di vicesindaco di Roma Capitale, in una lunga lettera online da ieri, martedì 14 luglio, sul suo sito. Un gesto che, scrive, «nessuno mi ha chiesto di fare» ma che ha scelto di portare avanti perché «non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un’amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera».

Il riferimento è al «tritacarne mediatico» delle intercettazoni e delle notizie relative a Mafia capitale, «riciclate da oltre 6 mesi, sbattute sulle prime pagine di quotidiani nazionali e caricate dalla superficialità di titoli che cercano di far passare per nuove cose vecchie di totale irrilevanza penale e giudiziaria». Nieri infatti, citato più volte nell’inchiesta Mafia Capitale, senza mai essere indagato, è stato anche al centro di alcuni rilievi dei commissari inviati in Campidoglio dall’ex prefetto Giuseppe Pecoraro, che hanno ribadito i fatti raccontati dall’inchiesta, il legame con l’allora capo della cooperativa sociale 29 giugno, Salvatore Buzzi. «Se avessi pensato soltanto a me – continua l’ormai ex vicesindaco – avrei continuato senza farmi scalfire da nulla. Ho le spalle larghe. Ma ormai è evidente che certi poteri, certe realtà che hanno sempre avuto interessi sulla città, condizionandone le scelte, poteri che io ho incessantemente combattuto, sin da ragazzo, hanno fatto di me il bersaglio perenne di attacchi che non si sono limitati a colpire la mia persona, – mai, e sottolineo mai, sfiorata dalle indagini di Mafia capitale, portate avanti con serietà e rigore dalla Procura della Repubblica, che infatti non mi ha mai indagato – ma si sono spinti oltre per tentare di inquinare l’immagine dell’intera amministrazione di Roma e anche quella del mio partito, Sel, mai coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria».

Ora basta. «Io non ci sto – scrive ancora Nieri -. Lascio per impraticabilità di campo, perché non intendo prestarmi neanche per un giorno di più a questo gioco al massacro. Non lascerò che indeboliscano l’azione di questa amministrazione. Con il mio passo indietro confermo la mia più grande fiducia e stima nei confronti del mio sindaco, di Ignazio Marino, che credo e spero possa continuare le battaglie politiche di sinistra che questa città merita e che io esigo per Roma. Ho fatto tutto quanto è stato in mio potere per scrivere una pagina di giustizia sociale ed eguaglianza per la nostra città». Non mancano le cose che «non ho avuto modo di portare a termine», le difficoltà e le questioni che rimangono aperte, di cui nella lettera il numero due che Marino aveva scelto per affiancarlo nel governo della Capitale fa un dettagliato elenco: dal salario accessorio ai blocchi delle asusnzioni e dei rinnovi contrattuali, fino ai tagli al welfare. «Non finisce mai, non basta mai – le parole di Nieri -. I sacrifici sembrano portare solo a ulteriori sacrifici, mai alla fine del tunnel. L’agibilità politica di sinistra a difesa delle persone e dei loro diritti, almeno quella che io ho sempre inteso come mia precisa missione, è messa alle strette ogni giorno. Mi auguro, comunque, che le battaglie che non ho potuto concludere siano portate avanti e vinte da chi mi sostituirà».

«Quando ho accettato di fare il vicesindaco di Roma – si legge nella lettera – l’ho fatto per amore della mia città – mi permetto, inelegantemente, di sottolineare che ho fatto il vicesindaco a titolo gratuito – e perché ho creduto a un progetto politico con un chiaro profilo di sinistra». Alla base del passo indietro di questi giorni «le stesse ragioni: l’amore per Roma e la convinzione che l’amministrazione Marino vada difesa a tutti i costi». E proprio da Marino e dalla sua giunta, ormai sempre più vicina a un “Marino-ter”, con sempre più insistenti ipotesi di rimpasto, sono arrivate immediate parole di stima e gratitudine. «Luigi Nieri è una persona leale e di specchiata onestà, un gentiluomo dai comportamenti inappuntabili, un amico dell’età adulta (legami più difficili da costruire), un compagno di squadra perfetto che sa sempre far prevalere l’interesse generale della città a ogni altra ipotesi», commenta il sindaco Marino, ricordando le «decisioni difficili ma storiche per la città»condivise in questi due anni al governo della Capitale. «Posso affermare con orgoglio ed emozione – continua – che abbiamo avviato un cambiamento di Roma basato in gran parte sulle idee, la storia e le capacità di una persona straordinaria come Luigi. Oggi comprendo la sua amarezza. Parleremo insieme nelle prossime ore per affrontare ogni problema».

15 luglio 2015