«È una grande notizia che ci provoca una gioia immensa». L’arcivescovo di San Salvador José Luis Escobar Alas commenta con queste parole l’annuncio dell’imminente canonizzazione di Oscar Romero, l’arcivescovo di San Salvador nato a Ciudad Barrios (El Salvador) il 15 agosto 1917 e ucciso in odio alla fede il 24 marzo 1980, mentre celebrava l’Eucaristia nella cappella dell’ospedale dedicato alla Divina Provvidenza. Proprio qui ieri, 7 marzo, il vescovo ausiliare di San Salvador, il cardinale José Gregorio Rosa Chávez, già segretario di monsignor Romero, ha celebrato una Messa di ringraziamento, dopo aver dato in mattinata l’annuncio delle decisione del Papa.

«Il giorno e il luogo della canonizzazione di monsignor Romero ancora non si conoscono. Sua Santità il Papa li deciderà e il Vaticano li farà conoscere al momento opportuno. Invitiamo tutti a pregare Dio, per intercessione del beato Oscar Romero, specialmente per la pace nel nostro Paese», si legge in una nota diffusa dall’arcidiocesi. Forniti anche alcuni particolari sul miracolo attribuito all’intercessione di dell’arcivescovo martire, riguardante la guarigione di una madre salvadoregna, Cecilia Flores de Riva. La donna, dopo aver partorito, si trovò in punto di morte a causa di alcune gravi complicazioni legate alla sindrome di Hellpe. Mentre era in coma, il marito iniziò a invocare l’intercessione di monsignor Oscar Romero, alla cui beatificazione i due sposi erano stati presenti, qualche mese prima. Presto la madre uscì dal coma e ora sia lei che il suo bambino, Luis Carlos, sono in piena salute.

8 marzo 2018