Carceri: i giovani di Mcl Roma e il progetto di un Caf a Rebibbia

Il progetto “Sulle ali della libertà”, in collaborazione con l’associazione Nessuno tocchi Caino. L’obiettivo: «Mettersi in ascolto di un mondo in grande emergenza», spiega il responsabile Spizzirri

Si chiama “Sulle ali della libertà” la nuova esperienza di condivisione e conoscenza con il mondo del carcere – in particolare con quello di Rebibbia – portata avanti negli ultimi mesi dai giovani del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino. L’obiettivo: comprendere le reali necessità di chi si trova in stato di detenzione. Per questo si sono svolte numerose visite nel carcere, per un confronto con gli operatori e con i detenuti.

La strada scelta, spiega il responsabile dei giovani di Mcl Francesco Spizzirri, è stata quella di «un approccio aperto, per metterci prima di tutto in ascolto di un mondo che si trova in grande emergenza: dal sovraffollamento alla necessità di nuovi programmi di riabilitazione fino al disagio psicologico, da non sottovalutare». In futuro, prosegue Spizzirri, «la nostra idea è quella di potere realizzare all’interno dell’istituto di detenzione un Caf Mcl che possa aiutare i detenuti e le detenute non solo a svolgere le pratiche amministrative di base, ma anche nell’accompagnamento nell’esigibilità dei diritti e nella sostegno alle loro famiglie. Un segno concreto di speranza – conclude – proprio per il Giubileo voluto da Papa Francesco in una delle periferie esistenziali più difficili e dove lui ha voluto aprire la Porta Santa».

14 maggio 2025