Carità: le “buone prassi” nella diocesi di Roma

Sette progetti della Caritas diocesana illustrati ai delegati riuniti per la prima Assemblea sinodale. Don Pagniello (Caritas italiana): il filo conduttore, la relazione

L’esperienza della carità nelle parrocchie della diocesi di Roma è stata protagonista nella prima Assemblea sinodale delle Chiese in Italia che si è conclusa ieri, 17 novembre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Nella giornata di sabato, sette iniziative di animazione pastorale promosse dalla Caritas diocesana di Roma nelle parrocchie sono state presentate come “buone prassi” ai delegati dell’incontro promosso dalla Conferenza episcopale italiana, alla vigilia della Giornata mondiale dei poveri, celebrata ieri. Nel presentare l’iniziativa, il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello ha evidenziato che «si tratta di esperienze che mettono al centro sicuramente i poveri, ma anche la comunità, perché la comunità sempre di più è chiamata a essere accogliente. È una comunità che è capace di ascolto e di accompagnamento delle persone in difficoltà».

Il filo conduttore che unisce questi progetti è la “relazione”. «Per le comunità cristiane – ha spiegato il sacerdote – i poveri non sono solo persone da servire perché bisognose, ma sono fratelli da accompagnare in quel cammino che vuole restituire loro quella dignità di cui anche loro dovrebbero godere e soprattutto accompagnarli verso quei diritti di cui anche loro sono destinatari. Quindi, una comunità che mette al centro i poveri, la relazione con loro, una comunità che sceglie di essere inclusiva, una comunità che vuole sempre di più partire dai poveri. I poveri contano, ci stanno a cuore e vogliamo metterli al centro della nostra riflessione».

I progetti presentati ai delegati di tutte le diocesi italiane riguardano anzitutto le iniziative di accoglienza: quella “diffusa” che vede protagoniste le comunità parrocchiali che aprono le porte a chi vive in strada e alle famiglie sfrattate, e quella del Polo sanitario di Villa Glori, in cui sono ospitati i malati di Aids ma, a breve, troveranno un centro di accoglienza anche coloro che, dimessi dagli ospedali dopo un periodo di cure, non hanno alternative alla strada. Vi sono poi esperienze di prossimità come il volontariato domestico per le persone in stato di grave esclusione sociale o l’esperienza di “Quartieri solidali”, con i volontari delle parrocchie impegnati ad alleviare la solitudine e a prevenire l’emarginazione degli anziani.

Le altre iniziative presentate riguardano l’esigibilità dei diritti con il Manuale operativo, strumento online rivolto a tutti coloro che più sono in contatto con le persone in difficoltà per aiutarle a esercitare i loro diritti in situazioni di insufficienza di risorse, di informazioni, di accompagnamento o in contesti dove le strutture giuridiche e amministrative non sono adeguate. “Officina delle opportunità” è lo sportello di emergenza, diffuso in tutte le prefetture della diocesi, in cui è possibile promuovere l’inserimento lavorativo di persone altrimenti escluse dal normale mercato del lavoro. “Caritas Art” è invece il programma che valorizza le capacità e gli interessi per l’arte delle persone in difficoltà per promuovere il loro reinserimento sociale. Un programma che nel corso del Giubileo vedrà anche itinerari e visite guidate con protagoniste le persone senza dimora o in grave emarginazione.

18 novembre 2024