Cattolici e politica: dalla Settimana sociale nasce la Rete di Trieste
Presentata a Palazzo Valentini la dichiarazione programmatica, che avvia un processo nuovo di partecipazione, «”dal basso” e “dal di dentro” della quotidianità dei nostri territori». Becchetti: «C’è bisogno di fraternità che si declini in proposte politiche»
Non si presenta come un partito politico in senso stretto e formale ma come un network, una rete di amministratori e realtà civiche che provengono da percorsi diversi ma accomunati dalla stessa visione: mettersi al servizio del bene comune. Parliamo della “Rete di Trieste” nata nel luglio dello scorso anno a margine della 50ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Oggi, mercoledì 16 luglio, nell’aula consiliare di Palazzo Valentini è stata presentata la dichiarazione programmatica della Rete, che offre una fotografia nitida dei tempi che viviamo: dall’evoluzione tecnologica all’estensione dei conflitti, dalle crisi climatiche ai mutamenti sociali, senza dimenticare la forbice sempre più larga tra cittadini e istituzioni.
Da qui la decisione di unirsi per offrire «uno sguardo che nasce “dal basso” e “dal di dentro” della quotidianità dei nostri territori» e per dimostrare che «esiste un modo pulito, bello e coinvolgente di occuparsi del bene comune, che il piccolo contributo di ciascuno può fare la differenza nell’unità». È il cuore stesso della politica, quella di figure come Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze che amministrò coinvolgendo i cittadini nel processo decisionale, o quella auspicata da don Luigi Sturzo, che all’inizio del Novecento lanciò l’«Appello ai liberi e forti» per un’Italia democratica e solidale. O ancora, nei tempi recenti, quella che ricorda Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium in cui parla della politica come una «vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità».
Nel febbraio scorso, durante il primo incontro nazionale di amministratori di Forza Italia, Pd, Azione, e realtà come Agesci, Focolari, Azione vattolica, Comunità di Sant’Egidio, sono state individuate cinque macro aree sulle quali concentrare le attenzioni con «un dialogo trasversale, aperto e inclusivo»: giovani, partecipazione, welfare, transizione ecologica, periferie. La Settimana sociale di Trieste, ha osservato monsignor Francesco Pesce, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, il lavoro e la cura del creato, «ha rappresentato un momento importante per la storia di questo Paese e della Chiesa. Sta ora alla Rete andare avanti con l’ostinazione propria dei pescatori». Si avvia quindi un processo nuovo di partecipazione che riguarda tutte le province italiane dove in queste ore viene presentato il documento.
«Essere qui oggi significa testimoniare un modo di fare politica che propone, costruisce, si mette al servizio e si assume le responsabilità delle sfide che ci attendono – ha affermato l’assessore comunale alle Politiche sociali Barbara Funari -. Bisogna ricucire il rapporto con le persone, è più che urgente: è l’unica strada percorribile per restituire fiducia». I frutti di questa collaborazione sono già maturi nel municipio XII dove, ispirato alla Rete di Trieste, «è stato istituito l’osservatorio municipale sulle povertà, disuguaglianze sociali e buone pratiche», ha affermato il presidente Elio Tomassetti, auspicando che possa essere replicato in altri territori.
Per Leonardo Becchetti, professore di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, che offre il contributo alla Rete dal punto di vista accademico, la missione oggi è quella di «affermare il paradigma dell’intelligenza relazionale. C’è bisogno di fraternità che si declini in proposte politiche. La vita è un gioco a somma positiva, ma bisogna imparare a cooperare». Claudio Gessi, direttore regionale Pastorale sociale e lavoro del Lazio, ha annunciato che, con il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia Gianrico Ruzza, sta organizzando «per metà novembre il Giubileo degli amministratori pubblici del Lazio». Il 21 settembre, invece, si terrà un evento a Colleferro per i 30 anni del Progetto Policoro, che pone al centro giovani, lavoro, Vangelo.
16 luglio 2025

