Centro oratori romani, nel segno della prossimità
L’organismo fondato dal venerabile Arnaldo Canepa è impegnato accanto a bambini e ragazzi, tra gioco, formazione e preghiera. L’utilizzo dei fondi 8xmille per alcune attività
L’oratorio evoca subito l’idea del gioco. Bambini che corrono in un campo parrocchiale e animatori che spiegano le regole del nuovo gioco o insegnano a realizzare lavoretti. Ma è in realtà molto di più. Va oltre l’idea del gioco e si configura come luogo di incontro, di formazione trasversale, tanto per i piccoli quanto per i loro animatori, un luogo dove scoprire e mettere a frutto i propri talenti, imparare a pregare e a fare esperienza dell’incontro con Cristo. «Una palestra per le forze morali e religiose», lo definiva Papa Paolo VI. È la casa di tutti dove crescere divertendosi alla luce della Parola di Dio. E nella sua storia centenaria l’oratorio di volta in volta si è adattato ai cambiamenti della società.
«È uno strumento pastorale che si incarna nel tempo e nello spazio – spiega Stefano Pichierri, dal 21 giugno presidente del Centro oratori romani (Cor) per il triennio 2023-2026 -. L’oratorio fa della prossimità il suo linguaggio principale e per comprendere i bisogni dei bambini e degli adolescenti ai quali si rivolge deve conoscerne i linguaggi». Fondato nel 1945 dal venerabile Arnaldo Canepa, catechista romano, il Centro oratori romani ha affrontato cambiamenti adattivi e, specie durante la pandemia, creativi. Lo stop imposto dal Covid a tutte le attività, prosegue Pichierri, «ha offerto all’oratorio lo stimolo e l’opportunità per ripensare e riorganizzare la propria missione per garantire un vero accompagnamento alle comunità e agli stessi oratori parrocchiali». Nell’immediato dopoguerra, la sfida di Canepa fu quella di raggiungere i ragazzi nelle periferie più povere di Roma. Oggi la finalità del Cor è quella di annunciare Cristo non solo nelle periferie fisiche ma anche in quelle esistenziali, come dice Papa Francesco.
«Il nostro apostolato si rivolge ai più piccoli lì dove si trovano – le parole del neo presidente del Cor -. Ci sono oratori in ogni zona di Roma perché ciò che si vuole intercettare sono i bisogni esistenziali dei ragazzi. Vogliamo offrire loro un incontro esperienziale con Cristo, gettare il seme della vita cristiana che possa poi germogliare. Il tutto utilizzando il linguaggio più vicino ai bambini: il gioco, l’esperienza, l’attività pratica, la preghiera in forma semplice». È quindi necessaria un’adeguata formazione e sono numerose le proposte per gli animatori. Tra i prossimi appuntamenti il Villaggio oratorio per i giovani tra i 14 e i 23 anni, che si terrà a Genzano dal 30 agosto al 3 settembre; il Villaggio adulti, in calendario il 23 e 24 settembre a Velletri, e la festa a Cinecittà World a fine settembre per le centinaia di animatori impegnati nell’oratorio estivo.
«La formazione di qualità ha un costo», osserva Pichierri. Per consentire un’ampia partecipazione a prezzi modici, garantire comode strutture per ospitare i ragazzi, offrire alle parrocchie una buona formazione a costo zero, il Cor impiega i fondi 8xmille. «Puntiamo molto sulla formazione dei giovani che sono quelli, per età, più vicini ai bambini – aggiunge Pichierri -. Nell’ambito del cammino sinodale promuoviamo incontri nelle varie prefetture per creare una rete delle varie realtà presenti in ogni territorio». Al momento ci sono team missionari in 15 delle 36 prefetture romane. Una buona risposta da parte dei territori perché, per Massimiliano Nico, segretario generale del Centro oratori romani, «in questo mondo dove ci sono tante, troppe cose, quello che manca è la relazione. L’oratorio è ancora una proposta valida perché offre relazioni vere tra persone e con Cristo. Per alcuni è obsoleto ma è uno strumento attualissimo».
I fondi dell’8xmille vengono utilizzati anche per la manutenzione e la ristrutturazione di un oratorio al Quadraro. Si trova in via Columella e per questo è stato ribattezzato “Columella City”. Un fabbricato e un ampio terreno. «Rientra nel lascito testamentario di Canepa al Cor – spiega Nico -. Da alcuni anni in questo spazio facciamo una sperimentazione di prossimità sul territorio. Non è propriamente un oratorio parrocchiale, non è strettamente legato a una chiesa. Ci sono ottime relazioni con le comunità del territorio ma è stato pensato come uno spazio di frontiera inserito in un contesto economico e sociale molto particolare».
Vocazione di Columella City, infatti, è quella di farsi prossimo a chi ha necessità. In queste settimane, per esempio, porte aperte per l’oratorio estivo completamente gratuito per i bambini del quartiere. Lo scorso anno, invece, ha ospitato l’oratorio estivo per 30 bambini tra i 6 e i 14 anni del campo nomadi di via di Salone. Per migliorare ulteriormente la struttura, il Cor sta «perfezionando con la pubblica amministrazione, dal punto di vista tecnico-urbanistico, il progetto di un campo sportivo, sostenuto anche questo con i fondi 8xmille».
4 luglio 2023

