Comunità energetiche: «La transizione parta dal basso»

A parlare è l’economista Riccardo Troisi, membro del Coordinamento Cers Roma. «In città c’è un tessuto sociale fortissimo che è pronto a raccogliere questa sfida», assicura. Le esperienze

La transizione energetica deve partire dal basso. Non ha dubbi Riccardo Troisi, economista, del Coordinamento Cers (Comunità energetiche rinnovabili solidali) Roma. «In città c’è un tessuto sociale fortissimo che è pronto a raccogliere questa sfida», ha sottolineato intervenendo in Campidoglio, nei giorni scorsi, alla presentazione del regolamento delle comunità energetiche rinnovabili solidali della Capitale. Ha poi calcato la mano sull’esigenza di sostenere i municipi, che «devono diventare soggetti capaci di aiutarci, perché ci servono figure di riferimento con cui dialogare». Infine, ha evidenziato la necessità di trovare sempre più risorse: «Le Cers hanno bisogno di un sostegno economico forte per crescere». È quello portato dagli sponsor che finanzieranno i progetti. Tra questi, Fondazione Charlemagne, che supporta la Cers di Casal de’ Pazzi.

Stefania Mancini, la presidente, ha evidenziato la necessità di «un approccio sistemico». Lo stesso portato avanti da Fondazione Banco dell’energia, che già da tempo è impegnata nella sfida ecosolidale, intervenendo per esempio nella sostituzione di elettrodomestici, ha ricordato Roberto Tasca, il presidente. Procede sulla stessa strada anche Banca Etica, che ha dato lavoro a 336 persone fragili, ha sottolineato Maura Isernia, responsabile della filiale di Roma. Pieno sostegno anche da parte di Valentino Brusaferri, direttore centrale di Bcc Roma, che non ha escluso di moltiplicare i 100 Comuni già in tesoreria. Mentre Carlo Scippa, Desk Energy & Utilities di Intesa SanPaolo, ha assicurato «sostegno a una transizione giusta ed equa».

Intanto, mentre la consapevolezza aumenta, in città c’è già chi si è dato da fare. Grazie al sostegno di Banco dell’Energia, è nata la prima comunità energetica romana. Sul tetto dell’istituto Leonarda Vaccari, un edificio del Comune, un impianto fotovoltaico da 82 kW produce energia elettrica per una struttura che si occupa di persone con disabilità fisica e mentale e di bambini affetti da autismo, consentendo importanti risparmi in bolletta per l’istituto.

Anche al Quarticciolo è già attiva una Cers: nata soprattutto come infrastruttura comune tra i progetti sociali che animano il quartiere, è a disposizione anche degli abitanti e delle attività commerciali. A Casal de’ Pazzi si aspetta il via libera per usare il tetto di una scuola, poi verrà installato un impianto di 35 kW grazie alla Fondazione Charlemagne. I risparmi verranno utilizzati per la povertà educativa del quartiere.

È la stessa missione della comunità salesiana Borgo Don Bosco, dove sono in corso lavori di ristrutturazione per rinforzare uno dei tetti dei tre capannoni della chiesa. Obiettivo: completare l’installazione di un impianto fotovoltaico grazie al sostegno di Banco dell’Energia e di Edilenergia. A Monteverde anche il tetto del Monastero di Santa Chiara di via Vitellia accoglierà un impianto fotovoltaico. L’idea, ha spiegato l’abbadessa madre Elena Francesca Beccaria, è nata grazie all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. «Attualmente siamo una ventina di membri, ma siamo aperte a collaborare con tutte le figure del quartiere».

17 febbraio 2025