Conclusi i restauri alla Chiesa degli Artisti

Ultimato il pavimento della sacrestia. Il materiale utilizzato: il marmo di Carrara. Il rettore don Walter Insero: «Con questi lavori torna agli antichi splendori uno scrigno di arte e bellezza nel cuore di Roma»

Il marmo bianco di Carrara con inserti in bardiglio è tornato a illuminare la sacrestia della Chiesa degli Artisti. Si è infatti concluso il restauro del pavimento della sacrestia, chiudendo così una serie di lavori cominciati lo scorso anno che hanno visto interventi sulla cupola dell’edificio sacro e sui dipinti seicenteschi che decorano la volta della sacrestia. A finanziare il progetto, che ha ridato splendore alla chiesa di Santa Maria in Montesanto – una delle due «gemelle» di piazza del Popolo -, l’originale iniziativa «Gli Orti per l’Arte», promossa da Bonduelle Italia insieme a Fondaco: comprando un sacchetto di insalata pronta della Bonduelle, infatti, i consumatori hanno contribuito al restauro.

«Oggi più che mai è importante sostenere l’arte e la cultura italiana – commenta l’amministratore delegato di Bonduelle Italia, Gianfranco D’Amico -. Il progetto “Gli Orti per l’Arte” ha permesso di instaurare un dialogo tra il mondo produttivo e quello culturale». L’ultimo intervento, appunto, è stato quello sul pavimento della sacrestia, il cui disegno prende spunto dalla nota sull’originaria pavimentazione redatta dall’architetto Dimitri Ticconi, uno studio effettuato sulla base della documentazione storiografica rinvenuta nell’Archivio vaticano. Il materiale utilizzato è il marmo di Carrara, che conferisce la giusta luce all’ambiente, valorizzando il riflesso dei dipinti, ripuliti grazie a un precedente restauro guidato da Luca Pantone. A fornire il materiale, la International Italmarmi di Massa Carrara, e a guidare il lavoro le maestranze della Romart Edil, dirette dall’architetto Francesca Giorgi Pierfranceschi.

Molto soddisfatto don Walter Insero, il rettore di Santa Maria in Montesanto: «Ho una grande gioia per questo restauro che riporta agli antichi splendori uno scrigno di arte e bellezza nel cuore di Roma – riflette -, perché questa sacrestia vuole essere anche un salotto, un luogo per gli artisti dove riflettere e dialogare sulla via della bellezza, uno spazio di dialogo tra arte e fede, con artisti credenti e non credenti, sulla via della bellezza. Perché questa chiesa, da sempre, non è soltanto un luogo di culto, ma anche un luogo di dialogo».

22 dicembre 2014