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Congo, è crisi umanitaria nella regione del Gran Kasai

Medici senza frontiere: in corso un violento conflitto con impatto devastante sulla popolazione civile. Tra le persone con ferite di guerra anche bambini

di Redazione online pubblicato il 17 Luglio 2017
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Medici senza frontiere: in corso un violento conflitto con impatto devastante sulla popolazione civile. Tra le persone con ferite di guerra anche bambini

Un violento conflitto e una delle più gravi crisi umanitarie del momento devastano la regione del Gran Kasai, nella Repubblica democratica del Congo. Con un impatto devastante sulla popolazione civile. A denunciarlo sono gli operatori di Medici senza frontiere (Msf), che hanno fornito assistenza sanitaria d’emergenza e di base a 4.200 pazienti, nell’area di Kananga (provincia del Kasai centrale) e a Tshikapa (provincia del Kasai). Dal 10 maggio a inizio luglio, Msf ha curato 198 pazienti nel proprio reparto di emergenza a Kananga (città di 750mila persone), di cui un terzo vittima della violenza. Per 107 pazienti è stato necessario il ricovero nell’ala di traumatologia gestita dall’organizzazione umanitaria nella struttura. La metà di loro aveva ferite da arma da fuoco e un altro 15% traumi da violenza, come ferite da coltello o machete.

Msf ha ristrutturato completamente l’ala di traumatologia dell’ospedale e ha aumentato la sua capacità da 25 a 49 posti letto, offrendo servizi sanitari completamente gratuiti. «Nessuna arma, che appartenga ai singoli individui o alle forze armate, è tollerata all’interno dell’edificio. Nessun paziente può essere arrestato mentre si trova nella struttura ospedaliera o durante un rinvio. Msf garantisce ai pazienti assoluta confidenzialità come previsto dall’etica medica», dichiara Barbara Turchet, vice capomissione di Medici senza frontiere.

Dalla seconda settimana di giugno, l’organizzazione ha lavorato anche nella zona urbana di Tshikapa, supportando tre centri sanitari e un ospedale in diverse aree della città. Msf sta fornendo assistenza medico-umanitaria ai gruppi più vulnerabili, come i bambini sotto i cinque anni di età, le donne incinte e in allattamento, i feriti e le persone che si trovano in situazioni di emergenza medica e chirurgica. Tra le persone con ferite di guerra, riferiscono, vi sono 4 bambini con ferite da arma da fuoco e 10 con ferite da machete.

17 luglio 2017

barbara turchetcongogran kasaimedici senza frontieremsf
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