Consegnate le firme per il referendum sull’autonomia differenziata
Manfredonia (Acli): «Superato il milione. Siamo un movimento enorme che chiede di cancellare gli squilibri. Un Paese diviso non può garantire gli stessi diritti a tutti»
737mila firme raccolte, a cui si aggiungono le 550mila online, per richiedere il referendum per l’abrogazione della riforma sull’autonomia differenziata. Il comitato referendario le ha consegnate in Cassazione ieri mattina, 26 settembre. Il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia parla di un «movimento enorme che chiede di cancellare tipo di autonomia che crea solo squilibri». La mobilitazione per il referendum infatti ha coinvolto cittadini e associazioni, accomunati dal timore delle conseguenze di questa legge sull’unità del Paese e sull’accesso equo ai diritti fondamentali.
In una democrazia sostanziale, dichiara il presidente Acli ai microfoni di InBlu Radio, «tutti hanno gli stessi diritti, invece ora si rischia di avere un Paese frammentato. Tanto più che mancano i soldi per i Lep (Livelli essenziali di prestazione) che ogni regione deve garantire ai propri cittadini. Per questo con forza e sollecitudine ci siamo impegnati per questo referendum, uno strumento democratico per attivare la partecipazione politica di cui nel nostro Paese sentiamo veramente bisogno».
Con la riforma infatti – è l’analisi del presidente Acli – «avremo venti regioni che andranno a velocità diverse su materie che sono di unità nazionale, come le infrastrutture. Ribadiamo che il Sud è una risorsa preziosa di umanità e di professionalità. Se si sviluppa il Mezzogiorno, si sviluppa anche il Nord», aggiunge. Ricorda quindi l’esempio del 2001, «quando una spinta forte all’autonomia del Nord ha portato a modifiche costituzionali». Come allora, «oggi si è diffuso uno spirito populista che sostiene che bisogna dare alle regioni forti la possibilità di spiccare il volo, pensando che le altre siano una zavorra. Invece il Sud rappresenta una possibilità di investimento, specialmente per i giovani. Se continuiamo a spopolare queste aree, tutto il Paese si inaridisce».
A nome delle Acli, Manfredonia rinnova l’impegno «per un’Italia unita, solidale e capace di garantire pari opportunità e diritti a tutti i cittadini, senza distinzioni territoriali. Anche per questo motivo noi proseguiremo a raccogliere le firme per le due proposte di legge popolare sulla trasparenza dei partiti e sulla partecipazione politica dei cittadini, per combattere l’astensionismo e preservare la nostra democrazia», conclude.
27 settembre 2024

