“Continuare a conoscere e amare Roma”, a partire dal Basso Medioevo

Inaugurato con lo storico Amedeo Feniello il corso per guide turistiche promosso dal Vicariato. «Il mondo è molto più grande di come ce lo hanno raccontato a scuola»

Necessario equilibrio nell’approccio e uno sguardo non limitato all’Europa in particolare, e all’Occidente in generale, come chiave di lettura. Questi i due elementi centrali emersi ieri sera, 17 novembre, nel primo incontro del corso per guide turistiche “Il Basso Medioevo. Continuare a conoscere e amare Roma”, curato dal Servizio per la cultura e l’università del Vicariato – e proposto in streaming sui canali social dello stesso – in collaborazione con gli Uffici per le aggregazioni laicali e le confraternite e per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, insieme a Federagit (Federazione accompagnatori, guide, interpreti turistici), Confersercenti e Guide turistiche Roma.

«Il mondo è molto più grande di come ce lo hanno raccontato i libri studiati a scuola – ha spiegato fin da subito Amedeo Feniello, professore di Storia medievale all’Università dell’Aquila, che ha dialogato con monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio diocesano per la cultura e l’università -. In particolare, è una falsa prospettiva, sebbene generi un moto di orgoglio e di fierezza, quella che ci porta a considerare la storia vastissima – lunga 1000 anni – del Medioevo ritenendo l’Europa e il Mediterraneo l’unico motore del mondo». Pensando proprio ai destinatari del corso, l’esperto ha osservato come «se una guida turistica parla ad un cinese o ad un indiano dell’Europa come culla della cultura, procura loro inevitabilmente delle grosse risate», a dire che «cambiando il punto di osservazione, la storia cambia» e anche che «è necessario considerare almeno altre tre aree di civiltà oltre alla nostra, ossia quelle cinese, islamica e indiana».

Delimitando l’arco temporale d’interesse «dal VII-VIII secolo fino al 1200 – ha continuato Feniello -, va notato come l’Europa fosse allora marginale rispetto al grande movimento culturale ed economico del mondo orientale e musulmano, che noi occidentali potevamo solo scorgere da lontano». Basti pensare «alle grandi città al centro dell’Asia, una su tutte Baghdad – ha aggiunto lo storico -: nel IX secolo aveva quasi un milione di abitanti mentre in Europa, dove “si balbettavano città”, le più grandi di abitanti ne contavano 10 mila».

Sottolineando dunque «la necessità di entrare in una dimensione comparativa», Lonardo ha osservato come «la grandezza europea consiste nell’avere poi saputo colmare tali distanze», interrogandosi su come sia possibile spiegare «la rinascita dell’Europa dopo l’anno 1000, quando si riscopre la capacità di uno slancio, ben al di là delle visioni cupe per la paura di un’imminente fine del mondo». Feniello ha asserito che «non esiste una risposta univoca» ma di certo «l’emergere di uno spirito imprenditoriale straordinario è frutto di un aspetto climatico che comportò benefici all’agricoltura, quindi le grandi migrazioni e infine la gemmazione delle città». Di rilievo, poi, «l’invenzione della banca e il ruolo della Chiesa, che assunse di fatto allora la struttura che ancora oggi la caratterizza».

In conclusione, il rimando di Lonardo ai prossimi appuntamenti, con la sottolineatura di «voler offrire con questo corso una vicinanza ricca di speranza ad un settore, quello del turismo, che in questo momento risente di un danno economico notevole». Il calendario completo è disponibile sul sito del Servizio diocesano; il prossimo martedì, 24 novembre, il focus sarà su “Le origini della scienza e dell’università”.

18 novembre 2020