Coronavirus, Conte: «In Italia situazione sotto controllo»

Dopo la presentazione di Cop26 e l’incontro con il primo ministro Boris Johnson, da Londra il premier ha risposto alle domande dei giornalisti

Cop26 ma anche Brexit e, inevitabilmente, coronavirus. È una conversazione ad ampio spettro quella del premier italiano Giuseppe Conte con i giornalisti, a Londra, dopo l’incontro con il primo ministro inglese Boris Johnson e la presentazione di Cop26. E sull’emergenza sanitaria del momento, rassicura: «In Italia abbiamo adottato da subito la linea più prudente, quella più protettiva. La soglia è stata molto elevata. Siamo l’unico Paese che ha disposto la limitazione del traffico aereo, abbiamo dichiarato lo stato di emergenza, ci siamo messi nella condizione per proteggere la salute degli italiani nel modo più efficace. Le esagerazioni ci fanno male».

Riguardo alla richiesta dei governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e del presidente della Provincia autonoma di Trento di sottoporre a un periodo di isolamento i bambini cinesi che frequentano le scuole, Conte ha affermato che «ci dobbiamo fidare delle autorità scolastiche e sanitarie. Se ci dicono entrambe che non ci sono le condizioni per prendere i provvedimenti in discussione, invito anche i governatori del Nord che hanno espresso questa premura a fidarsi di chi ha una specifica competenza. Non ci sono le condizioni. Ieri mi è stata chiesta anche la sospensione del trattato di Schengen relativo alla libera circolazione: non c’è neppure la condizione per questo». Non solo: dalla limitazioni, ha osservato il premier italiano, «può derivare un danno» a imprenditori che esportano. «In regime di precauzione – ha continuato – c’è un criterio di proporzionalità e adeguatezza delle misure; se vi va oltre si fa un danno alla stessa comunità degli italiani».

A proposito del rischio sanitario vero e proprio legato alla diffusione del coronavirus 2019-nCoV , Conte ha ribadito che «la situazione è assolutamente sotto controllo. Che nessuno in Italia pensi di approfittare di questa situazione per manifestazioni discriminatorie o addirittura per episodi di violenza che non potremmo assolutamente accettare». Il presidente del Consiglio italiano ha quindi ribadito alla stampa il pensiero conclusivo comunicato ieri al termine del vertice con le forze politiche parlamentari: «Stiamo tutti attenti perché c’è qualche segnale di discriminazione che potrebbe tramutarsi anche in episodi di violenza. Questo non lo possiamo ammettere perché non ci sono i presupposti per un allarme, un panico. Noi che abbiamo dei ruoli politici, io addirittura di primo responsabile del governo ma chiunque abbia un ruolo di rappresentanza politica, abbiamo il dovere, la responsabilità di dare un messaggio di serenità, di tranquillità».

4 febbraio 2020