Coronavirus, in Terra Santa sotto osservazione anche i luoghi santi

Israele, in 1.500 in quarantena. «Misure speciali» di pulizia ma nessuna chiusura. Le direttive del Patriarcato latino e l’invito a pregare per malati e morti

Prime misure contro il diffondersi del coronavirus anche in Terra Santa, nei luoghi gestiti dai francescani della Custodia. A oggi, informa il sito Terrasanta.net, «luoghi turistici e santuari sono monitorati dai ministeri del Turismo di Israele e dell’Autorità palestinese, che stanno fornendo tutte le informazioni necessarie per una sicura accoglienza dei visitatori». Dopo la notizia dei pellegrini sudcoreani transitati in Terra Santa e risultati positivi al test per il coronavirus il personale sanitario ha ripercorso tutti i luoghi visitati, per accertare che chiunque sia entrato in contatto con loro non presenti sintomi del Covid-19. Anche nei santuari di Nazaret, Betlemme e Gerusalemme si sono svolti controlli e colloqui con i frati della Custodia di Terra Santa ma non è stato necessario procedere a chiusure dei luoghi o a procedure particolari.

«Nei santuari della Custodia di Terra Santa abbiamo preso misure speciali per la pulizia di calici e pissidi con cui i pellegrini celebrano la Messa», spiega fra Aquilino Castillo Álvarez, del convento francescano di Betfage sul Monte degli Ulivi. Betfage, prosegue, «figurava nell’itinerario dei pellegrini sudcoreani ma in realtà non sono passati di qui. Molti gruppi inseriscono questo santuario nel programma ma poi non riescono a venire per la difficoltà logistica a raggiungerci». I visitatori sudcoreani hanno invece celebrato di sicuro una Messa a Beit Sahour, nell’area del Campo dei pastori, presso Betlemme. Per questo, domenica scorsa il ministero del Turismo palestinese ha verificato sul posto che non ci fossero problemi e ha voluto incontrare il responsabile del santuario, che dipende dalla comunità francescana di Santa Caterina, presso la basilica della Natività.

«Un medico è venuto a farci visita e ci ha chiesto informazioni  racconta il guardiano del convento fra Enrique Segovia -. Da parte nostra, rimaniamo costantemente informati e abbiamo ricevuto tutte le indicazioni per accogliere nella maniera migliore i pellegrini che continuano a venire”. Anche nella basilica dell’Annunciazione di Nazaret sono giunti i controlli del ministero israeliano, per ispezionare il luogo in cui è stata celebrata la Messa con i pellegrini dell’Estremo Oriente. A rassicurare le autorità è stato fra Bruno Varriano, guardiano del convento francescano.

Secondo il portale online, domenica 23 febbraio le autorità israeliane hanno creato una cabina di regia nazionale per l’emergenza. Le persone poste in quarantena in Israele, alla data del 27 febbraio, sono oltre 1.500, secondo quanto scrive il quotidiano Haaretz. Il ministero della Salute ha rammentato ai cittadini che violare la prescrizione di quarantena è un reato penale, che la legge sanziona con la reclusione fino a 7 anni se la quarantena viene violata intenzionalmente e fino a 3 anni se la violazione deriva da negligenza. Anche l’Autorità palestinese ha invitato le persone entrate in contatto con il gruppo di pellegrini sudcoreani segnalato a porsi in auto-quarantena e contattare i servizi sanitari. Fino a oggi le autorità palestinesi non hanno censito alcun contagio nei Territori ma gli ospedali sono in preallarme. Al varco di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, sono state installate telecamere a infrarossi per il telerilevamento della temperatura corporea. Piccole unità di isolamento attendono le eventuali persone infette.

Anche il Patriarcato latino di Gerusalemme ha emanato una serie di raccomandazioni da applicarsi durante la celebrazione delle Messe nelle chiese locali. Le direttive indicate dall’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa prevedono che «la Comunione sia ricevuta soltanto in mano». Ancora, viene suggerito di «evitare di dare la Comunione dal calice, ad eccezione dei fedeli affetti da celiachia». Altra indicazione: «Svuotare le pile di acqua santa specialmente nei santuari e nei Luoghi santi». Dal Patriarcato giunge anche l’esortazione al clero e ai fedeli di pregare per tutti coloro che sono ammalati e per coloro che sono morti.

28 febbraio 2020