Corridoi umanitari, a Roma 10 profughi afgani provenienti da Lesbo

È l’ultimo gruppo che Francesco ha voluto portare in salvo attraverso Elemosineria Apostolica e Sant’Egidio. Riccardi: primo viaggio dopo il lockdown

Sono arrivati ieri mattina, 16 luglio, con un volo di linea da Atene i 10 profughi afgani – tra cui due minori – provenienti da Lesbo, accolti nei locali della mensa di via Dandolo. È l’ultimo gruppo di profughi che Papa Francesco ha voluto portare in salvo attraverso l’Elemosineria apostolica e la Comunità di Sant’Egidio, durante il suo viaggio sull’isola. Fanno parte di 4 nuclei familiari.

«Le vie dell’illegalità non danno sicurezza né a chi fa il viaggio né al Paese che accoglie – ha detto nella conferenza stampa il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi -. Qualcuno dice che i corridoi umanitari durante la pandemia non sono possibili, io penso che la pandemia riguarda tutti. I corridoi umanitari non sono finiti e continuano anche dopo il lockdown». 

I 10 rifugiati, che hanno vissuto lunghi mesi di attesa prima della partenza a motivo delle misure imposte dall’emergenza sanitaria, si aggiungono ai 57 già venuti in Italia con diversi corridoi umanitari, il primo dei quali risale al 16 aprile 2016, nello stesso aereo con cui il Papa è tornato a Roma dalla sua storica visita a Lesbo. A dicembre non erano riusciti a partire per motivi contingenti, quindi erano rimasti bloccati dalla pandemia. «Per queste famiglie di afgani – le parole di Riccardi – è stata una lunghissima attesa.  I corridoi si riaprono e si iniziano dei percorsi di inserimento nella società italiana.  Questa è una speranza  e una gioia per loro

Il fondatore di Sant’Egidio ha riflettuto anche sulla crisi che attraversa anche l’Italia, attraversata dalla pandemia di coronavirus. Certamente, ha detto, «c’è bisogno di concentrare l’aiuto anche sulla gente del nostro Paese e credo che questo si può fare senza dimenticare il mondo» .

Con il sistema dei corridoi umanitari sono giunti finora in Europa oltre 3mila profughi dal Medio Oriente e dall’Africa, viaggiando in piena sicurezza, nel rispetto della legalità.

17 luglio 2020