Croce Rossa, al via il mercatino di Natale
Si svolgerà sabato 26 e domenica 27 all’Hotel Parco dei Principi. Preoccupazione per la sede di Tiburtina che rischia di chiudere per colpa del Comune
Si svolgerà sabato 26 e domenica 27 all’Hotel Parco dei Principi. Preoccupazione per la sede di Tiburtina che rischia di chiudere per colpa del Comune
Si svolgerà sabato 26 e domenica 27 novembre il tradizionale mercatino di Natale di Croce Rossa di Roma che quest’anno è alla sua 21° edizione. La location è sempre la stessa, l’Hotel Parco dei Principi, dove saranno presenti oltre 60 espositori che venderanno prodotti artigianali, bigiotteria, gioielli d’epoca, abiti e accessori vintage, prodotti enogastronomici, articoli natalizi e molto altro. Croce Rossa di Roma avrà anche un suo spazio dedicato al merchandising Cri e ai panettoni solidali.
«Il mercatino che ogni anno vede numerosissime presenze – dice Debora Diodati, Presidente di Cri Roma – contribuirà con il ricavato all’acquisto di un’autoemoteca utile per la donazione del sangue». Il mercatino di Natale, quest’anno, si svolge in un clima di preoccupazione per il presidio umanitario di via del Frantoio a Tiburtina che rischia di chiudere il 31 dicembre, giorno in cui scade il protocollo d’intesa con il Comune di Roma.
Ad oggi, fanno sapere da Croce Rossa, non ci sono ancora decisioni note che facciano capire cosa si intende fare della struttura attiva da poco più di un anno che ha ospitato nel 2016 circa 1700 persone in totale e inserito nel programma di relocation europeo circa 300. Il presidio umanitario di Via del Frantoio è al momento l’unica struttura nella Capitale per ospitare i cosiddetti transitanti, più correttamente definiti persone temporaneamente presenti sul territorio di Roma. Ad oggi, nonostante il sovrannumero di ospiti e la mancanza assoluta di dialogo da parte dell’assessorato alle politiche sociali, i casi più fragili continuano ad essere inviati al presidio perché il Comune non ha alternative neanche per famiglie, disabili, donne incinte, vittime di abusi e di torture.
«Non è in gioco solo l’accoglienza – aggiunge Debora Diodati – ma anche l’argine che questa struttura pone al fenomeno dei trafficanti di vite umane. Fino ad oggi – continua Diodati – abbiamo garantito anche in collaborazione con la Sala Operativa del Comune accoglienza a persone e anche minori che sarebbero state altrimenti costrette alla strada, oltre che abbiamo garantito l’assistenza sanitaria e legale, favorendo il non facile piano di ricollocamento europeo, avendo sempre presente l’integrazione tra il centro e il territorio che lo ospita».
«L’importanza di trovare una soluzione è nei fatti. Sebbene anche questa struttura sia inadeguata a dare una risposta risolutiva all’intero fenomeno su Roma, al momento si tratta dell’unica risposta strutturata. Ci auguriamo che ci sia una decisione in tempi rapidi volta a non favorire il rischio di un ulteriore punto di crisi umanitaria nel sistema dell’accoglienza romana. Per noi proseguire da soli è impossibile».
25 novembre 2016

