Da 25 anni all’Esquilino in preghiera con la Croce

Via Crucis interparrocchiale venerdì 7 aprile alle 20, per le strade del quartiere. A guidarla, il cardinale Rylko, arciprete di Santa Maria Maggiore

Via Crucis interparrocchiale venerdì 7 aprile alle 20, per le strade del quartiere. A guidarla, il cardinale Rylko, arciprete di Santa Maria Maggiore

Da Sant’Eusebio attorno a piazza Vittorio, passando per Santa Maria Maggiore in San Vito, Santi Silvestro e Martino ai Monti e Santa Bibiana, secondo una tradizione che si ripete dal 1992. Festeggia il venticinquesimo anniversario, infatti, la Via Crucis interparrocchiale del Rione Esquilino, che si svolge sempre la sera del venerdì precedente la Settimana di Pasqua, ed è organizzata dalla V prefettura del settore Centro della diocesi. L’inizio è previsto davanti alla chiesa di Sant’Eusebio il 7 aprile alle ore 20; a guidarla sarà il cardinale Stanislaw Rylko, nuovo arciprete di Santa Maria Maggiore, la basilica mariana che sorge non lontana da piazza Vittorio. Parteciperanno, come da qualche anno a questa parte, non solo i fedeli delle parrocchie di zona e i membri delle vicine comunità religiose ma anche quanti fanno parte delle tante comunità etniche che gravitano nel quartiere. In alcune stazioni la lettura del Vangelo verrà fatta in lingua straniera: dal cinese al russo, dal filippino al polacco all’indiano. La prima stazione sarà curata da padre Lucio Zappatore, carmelitano, parroco dei Santi Silvestro e Martino ai Monti; l’ultima da don Sandro Bonicalzi, alla guida della comunità di Sant’Eusebio dal 2009.

«La Via Crucis – commenta il sacerdote – è sempre un gesto di meditazione e di preghiera, che ci richiama all’amore grande che Cristo ha per noi, e questo ci spinge a guardare la realtà in modo totalmente aperto. Arrivando qui, anni fa, ho trovato questa Via Crucis interparrocchiale molto bella, ma ho subito capito che doveva aprirsi alla realtà che piazza Vittorio porta con sé, con grande partecipazioni delle comunità straniere legate alla Chiesa. Simbolo anche dell’apertura e dell’universalità della Chiesa cattolica stessa». Un’apertura, sottolinea ancora don Sandro, «capace di misericordia: noi che siamo fatti oggetto di misericordia ne dobbiamo diventare soggetto e tramite».

Sul volantino che annuncia l’iniziativa, l’immagine di Gesù sulla Croce, in bianco e nero. «Il crocifisso del manifesto della prima edizione della Via Crucis è riportato fedelmente in quello di quest’anno – sottolinea Massimo Cantelmi, di Sant’Eusebio, memoria storica dell’iniziativa -. È stato disegnato dall’allora seminarista e oggi monsignor Davide Tonti», che è vicario episcopale per la Cultura e l’arte dell’arcidiocesi di Urbino– Urbania–Sant’Angelo in Vado. Nel 1991, racconta Cantelmi, «era stata effettuata una missione presso la parrocchia da parte dei seminaristi del Seminario Maggiore, guidati dal vicerettore don Pierre Dumas, oggi vescovo di Anse-à-Veau e Miragoane, ad Haiti. L’idea era originata dalla imminente ordinazione dell’allora seminarista don Paolo Fontana, proveniente dalla gioventù parrocchiale». La Via Crucis fu organizzata per la prima volta proprio all’interno di quella missione. Nella quaresima dell’anno successivo si pensò di allargare l’evento coinvolgendo tutte le parrocchie che gravitano attorno a piazza Vittorio: nasceva ufficialmente la Via Crucis interparrocchiale dell’Esquilino.

4 aprile 2017