Dalle Chiese perseguitate la richiesta di offerte per la celebrazione di Messe

La lettera del vescovo di Maiduguri (Nigeria) ai benefattori della fondazione Acs: «All’inizio della Settimana Santa, faccio appello alla sua compassionevole carità»

«Gentila Amica, gentile Amico, le scrivo dalla Nigeria e precisamente dalla mia diocesi di Maiduguri. Sono rientrato nel Centro traumatologico, che ho la responsabilità di dirigere, dopo un recente viaggio in Italia. Il Centro è stato costruito con l’assistenza finanziaria dei donatori di Acs e ha lo scopo di aiutare le persone che hanno subìto violenza da gruppi estremisti». Inizia così la lettera di don Joseph Bature Fidelis –  della Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Maiduguri – ai benefattori della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

Nel viaggio in Italia, ricorda, «ho avuto il grande onore di accompagnare due giovanissime donne vittime di Boko Haram, Janada Markus e Maria Joseph. Le due cristiane, su iniziativa di Acs Italia, hanno potuto raccontare le loro drammatiche storie al Papa, alla premier e a tanti altri rappresentanti istituzionali. Siamo profondamente grati per la commovente accoglienza», aggiunge. Ora il motivo della  lettera è dare voce a «tanti miei confratelli, sacerdoti diocesani e religiosi, che in molte nazioni del mondo soffrono per la persecuzione, la discriminazione e la povertà. Il loro ministero sacerdotale e la loro stessa sopravvivenza sono minacciati». Per questo, «all’inizio della Settimana Santa, faccio appello alla sua compassionevole carità e le chiedo di offrire per la celebrazione di una o più sante Messe, affidando le sue intenzioni di preghiera ai sacerdoti che collaborano con la fondazione pontificia», si legge nel testo della lettera.

In questo modo, conclude don Fidelis, «si otterrà un triplice risultato: potrà contribuire al culto reso al Signore, potrà pregare secondo le sue personali intenzioni in unione con la Chiesa, e potrà sostenere un ministro di Dio la cui attività pastorale è ostacolata. Ogni offerta, piccola o grande che sia, sarà preziosa».

3 aprile 2023