Dall’Inghilterra il primo bilancio dei vescovi sul “lockdown”

Molto seguite le celebrazioni in streaming, in questo «momento di non ritorno». Iniziative per poveri e senza tetto. In crescita anche le iniziative ecumeniche

L’esperienza dei fedeli cattolici di Inghilterra e Galles da quando le chiese sono state chiuse per l’emergenza coronavirus, il 23 marzo scorso: questo il tema al centro della conferenza stampa via Zoom organizzata ieri, 7 aprile, dall’Ufficio comunicazioni della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, durante la quale sono state anche illustrate le ultime iniziative per la Settimana Santa. A prendere la parole, l’arcivescovo di Birmingham Bernard Longley, il vescovo di Arundel e Brighton Richard Moth e il vescovo di Salford John Arnold. «Questo – hanno detto – è un periodo molto difficile per alcuni cattolici che provano un vero dolore ad essere separati dalla loro comunità, soprattutto se non hanno accesso alla tecnologia, che consente loro di seguire la messa on line». Per altri invece «questa può essere un’opportunità per riscoprire la loro fede».

Nelle parole dei presuli, anche l’uscita dal lockdown «susciterà reazioni diverse nei fedeli. Alcuni non vedono l’ora di ritornare in chiesa, altri rischiano di allontanarsi, avendo riempito la loro domenica con altre cose». In ogni caso, «la risposta alla trasmissione delle Messe e di altre funzioni via streaming è stata incredibile, un vero successo», ha riferito l’arcivescovo di Birmingham. «E anche la richiesta di cappellani negli ospedali, compreso l’ultimo, il Nightingale Hospital, costruito nel quartiere fieristico dell’Ex-Cel Centre, vecchio porto di Londra. Tanti progetti ecumenici di aiuto agli homeless e ai più poveri sono partiti in tutto il Paese».

Guardando a questi giorni di lockdown, i vescovi li hanno definiti «un momento di non ritorno che cambierà per sempre il modo di lavorare della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles anche perché, in futuro, molte attività verranno svolte on line anziché con riunioni». Tenendo aperte le scuole cattoliche per i figli di infermieri e dottori e altri lavoratori indispensabili all’economia, hanno spiegato, «abbiamo potuto sostenere chi combatte in prima linea la pandemia». Non solo: l’esperienza del lockdown ha anche favorito nuove opportunità di ecumenismo. Fra tante, «la Via Crucis, organizzata on line a Birmingham, dove ci si fermerà nelle Chiese delle diverse fedi che si visitano, di solito, a piedi il Venerdì Santo. E anche un progetto di salute mentale nel Surrey per sostenere chi ha sofferto un recente lutto».

Dal vescovo Moth, responsabile del settore carceri, è arrivato anche un ringraziamento particolare al governo per aver risposto all’appello lanciato dalla Chiesa e aver messo in libertà donne in attesa di un bambino e altri prigionieri, «considerato che l’impatto di Covid-19 sugli 80mila carcerati in Gran Bretagna è devastante».

8 aprile 2020