De Donatis: «La vera radicalità è la perseveranza nell’amore»

Il cardinale vicario ha presieduto la Messa per gli 80 anni di fondazione delle Piccole sorelle di Gesù, nella sede della Fraternità generale. Presenti in 62 Paesi, in Italia contano 11 fraternità

Un’oasi immersa nel verde su una piccola collina lontana dai rumori del traffico cittadino. È così che si presenta la Fraternità generale delle Piccole sorelle di Gesù che dal 1957 ha sede a Tre Fontane, su un terreno donato dai monaci trappisti, a due passi dal complesso abbaziale dove, secondo la tradizione, san Paolo fu decapitato e la sua testa rimbalzò tre volte sul terreno facendo scaturire altrettante sorgenti d’acqua. Fondata l’8 settembre 1939 dalla piccola sorella Magdeleine di Gesù, al secolo Magdeleine Hutin, la congregazione, improntata sul carisma del beato Charles de Foucauld, ha celebrato ieri, domenica 8 settembre, l’80° anniversario con una Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Una liturgia “universale” con canti e preghiere in varie lingue concelebrata da una decina di sacerdoti. Presente anche padre Chihade Abboud del patriarcato di Antiochia dei Greco-Melchiti, rettore della basilica di Santa Maria in Cosmedin, chiesa cattolica officiata in rito orientale bizantino greco-melchita.

 

 

 

 

 

Durante la celebrazione il cardinale, riprendendo le parole della fondatrice, ha invitato le religiose a «perseverare ad amare la fraternità con un “amore tenero e delicato”» mantenendo una costante «apertura di cuore verso la fraternità» e a custodire «nel profondo le pianticelle tenere e delicate della veglia operosa e della speranza». Sull’esempio di piccola sorella Magdeleine le ha esortate a lasciarsi «prendere per mano da Dio» e a seguirlo «ciecamente anche per sentieri stretti e tortuosi». Commentando il passo del Vangelo di Luca, che mette in risalto il discepolo che senza indugi e con radicalità si decide a seguire Gesù, il cardinale ha spiegato che «radicalità significa arrivare fino in fondo, portare a compimento l’opera iniziata senza voltarsi indietro e la vera radicalità è la perseveranza nell’amore».

In occasione dell’80° anniversario nel pomeriggio di ieri la congregazione ha aperto le porte ai visitatori che hanno potuto scoprire la storia della Fraternità attraverso una mostra allestita in varie sale. È stato anche possibile salire sulla “Stella filante”, un furgoncino trasformato in camper nel quale piccola sorella Magdeleine percorreva le strade dei Paesi dell’Est. Oggi le Piccole sorelle di Gesù sono circa 1.200 in 62 Paesi dove favoriscono il dialogo interreligioso vivendo la quotidianità seguendo il motto della fondatrice, la quale ripeteva: «Siamo fatte per mischiarci intimamente alla folla, come Gesù per le strade di Galilea». Un carisma incentrato quindi sulla semplicità e l’ordinarietà di Nazareth e Betlemme.

Il quartier generale è a Tre Fontane ed è caratterizzato da casette in legno dove vivono una quarantina di consacrate tra le quali Dolors-Francesca di Gesù, responsabile generale della Fraternità. Un luogo tranquillo e silenzioso dove la fondatrice ha vissuto gli ultimi anni di vita e dove ha voluto essere sepolta, in una grotta naturale, dopo la sua morte avvenuta il 6 novembre 1989. Qui sono anche custodite numerose reliquie del beato Charles de Foucauld come l’altare in legno che costruì da solo, alcuni suoi dipinti, parti di telo in cui fu avvolto dopo l’uccisione, avvenuta il 1° dicembre 1916 a Tamanrasset (Algeria).

«In Italia ci sono 11 fraternità, tre delle quali a Roma – spiega piccola sorella Daniela Chiara di Gesù, responsabile di Tre Fontane -. Una si trova nel lunapark del lido di Ostia dal 1966. Tre religiose vivono insieme alle famiglie dei giostrai e hanno uno stand tutto loro con un gioco che ha per tema l’arca di Noè». Questa Fraternità fu fortemente voluta da piccola sorella Magdeleine e il 3 maggio 2015 ha ricevuto a sorpresa la visita di Papa Francesco. «La nostra missione è quella di essere inserite nei quartieri periferici – prosegue piccola sorella Daniela Chiara -. Viviamo nascoste tra chi è ai margini della società offrendo amicizia e preghiera. Lavoriamo e siamo soprattutto dedite all’artigianato». Altre otto religiose conducono «una vita di quartiere»: cinque risiedono in via della Molara, zona Porta Furba, dove tessono relazioni con i cittadini, molti dei quali di origine straniera. Tre, invece, vivono nel quartiere popolare del Laurentino 38 e la loro abitazione è un continuo via vai di persone che spesso hanno bisogno solo di una parola di conforto. «Cerchiamo di vivere il Vangelo nel mondo – conclude piccola sorella Daniela Chiara -, nello spirito di Betlemme e di Nazareth».

9 settembre 2019