Decreto Rilancio, Acli: «Serve più coraggio su famiglie, terzo settore e futuro»

Il presidente nazionale Roberto Rossini commenta il testo approvato dal Consiglio dei ministri. «Ci saremmo aspettati qualche sforzo in più»

Parere positivo per quanto riguarda ammortizzatori sociali e contrasto alla vulnerabilità sociale – «per quanto ci saremmo aspettati qualche sforzo in più» – ma sulle politiche familiari «occorre più coraggio». Il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini commenta le misure del decreto Rilancio, annunciato ieri sera dal premier Giuseppe Conte. «Per le fasce più deboli bene l’ampliamento del bonus a favore di colf e badanti. Sul contrasto alla povertà ci si aspettava un tagliando al reddito di cittadinanza». Ancora, «il permesso di soggiorno di sei mesi per tutti i lavoratori stranieri irregolari è una misura che accogliamo con favore ma è una copertura temporanea che sembra considerare più l’utilità economica dei migranti».

Rossini ricorda anche che Ricordiamo che «come terzo settore abbiamo sempre sostenuto le situazioni di maggior criticità e difficoltà, siamo stati anche riconosciuti nel nostro ruolo, ma ci saremmo aspettati un sostegno più concreto e incisivo, perché nel momento del bisogno il terzo settore ha dimostrato di esserci».

Sul piano del rilancio, «le risorse messe in campo per lo sgravio dell’Irap e per l’ecobonus finalizzato alle ristrutturazioni, insieme allo snellimento delle procedure burocratiche per accedere ai bonus, sono sicuramente importanti e rappresentano un aiuto immediato per i lavoratori e le imprese, ma crediamo che per far ripartire l’Italia sia necessario tracciare le linee per un piano di investimenti, dopo aver individuato quali ambiti oggi ci possano avviare verso un nuovo sviluppo, che abbia come leve la green economy e la formazione professionale». Per il presidente delle Acli, «se non è un’idea di futuro a guidarci, si rischia di perdersi in una serie di misure che possono aiutare ma rischiano anche di aumentare la burocrazia».

Da ultimo, una «preoccupazione», la definisce Rossini: «Ci pare di cogliere un logoramento del quadro politico e istituzionale sul quale occorre intervenire subito. Si esce dalla crisi cambiando il paradigma dello sviluppo – conclude – ma serve una forte volontà politica. Gli italiani hanno evidenziato unità e solidarietà, ci auguriamo che anche la maggioranza possa recuperare presto questi valori».

14 maggio 2020