Diocesi di Roma, le indicazioni per la Settimana Santa

La lettera di De Donatis: una Pasqua diversa, da vivere «nelle nostre case, riscoprendo l'ascolto della Parola di Dio e la ricchezza di simboli della liturgia». Le celebrazioni in assenza di fedeli. La Messa crismale alla fine dell'emergenza sanitaria

«Carissimi, come forse temevamo, ci apprestiamo a vivere la Settimana Santa in una situazione di emergenza sanitaria mondiale, senza poter vivere comunitariamente le celebrazioni pasquali. È una condizione molto triste, ma dobbiamo accogliere la strada che la Provvidenza ci indica, anche se diversa da quella che avevamo immaginato». Esordisce con queste parole il cardinale vicario Angelo De Donatis nella lettera indirizzata alla comunità diocesana, contenente gli orientamenti pastorali della Chiesa di Roma per la Settimana Santa.

Il vicario del Papa parla di una Pasqua diversa, da vivere «innanzitutto nelle nostre case, riscoprendo l’ascolto della Parola di Dio e la ricchezza dei simboli della liturgia, celebrati nella Chiesa domestica. Saranno le nostre abitazioni il vero tempio in cui celebrare con fede – aggiunge -, come nelle case degli Ebrei nella Pasqua dell’Esodo; come nelle case dei primi cristiani di Roma venti secoli fa». Permane infatti la necessità che le Messe siano celebrate senza la presenza dei fedeli, che potranno seguirle appunto da casa, in streaming o in diretta televisiva. «Raccomando – l’esortazione di De Donatis – di seguire le liturgie presiedute dal Santo Padre, nostro vescovo e, in ogni caso, di dedicare un congruo tempo all’orazione personale e familiare, valorizzando soprattutto la Liturgia delle Ore e le altre pratiche di pietà». Ancora, «rinnovo l’invito a valorizzare la catechesi per gli adulti e per i bambini, con la spiegazione dei segni liturgici da utilizzare nella preghiera in famiglia, nonché a vivere la carità “del telefono” o quella “della porta accanto”».

Nelle parole del vicario anche la gratitudine a Papa Francesco «per le sue parole di fede che venerdì scorso hanno risuonato in una piazza San Pietro attonita e silenziosa, in cui troneggiavano il Cristo crocifisso e sua madre, la Vergine Salus populi romani. Siamo riconoscenti a Papa Francesco che guida con coraggio la barca di Pietro in questa tempesta mondiale – prosegue il cardinale – e lo ringraziamo per la sua testimonianza di prossimità nella preghiera e per il suo quotidiano confermarci nella fede». Il grazie di De Donatis è anche ai parroci, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, «per l’impegno e la creatività manifestati nel continuare ad alimentare spiritualmente le vostre comunità in questo tempo». Riguardo poi alle celebrazioni liturgiche, il vicario specifica che «possono essere trasmesse solo in diretta, attraverso i diversi mezzi della comunicazione sociale, da un luogo sacro, debitamente preparato, e avendo molta cura del corretto svolgimento della celebrazione liturgica e della sua regia per la trasmissione».

La nota della diocesi entra poi nel dettaglio delle celebrazioni della Settimana Santa. La Messa della Domenica delle Palme andrà celebrata «solo in forma semplice (terza forma del Messale Romano), omettendo la processione, la benedizione e la distribuzione di palme e rami di ulivo». Quanto al Triduo pasquale, la Messa Crismale potrà essere celebrata alla fine dell’emergenza sanitaria mentre «la Messa in Coena Domini può essere celebrata eccezionalmente senza la presenza del popolo», omettendo la lavanda dei piedi, già facoltativa, e la processione al termine della celebrazione. Per il Venerdì Santo invece è stata predisposta un’intenzione «da introdurre nella Preghiera universale, dedicata a coloro che si trovano in una situazione di smarrimento, ai malati, al personale sanitario e in suffragio dei defunti». Ancora, l’atto di adorazione della Croce, mediante il bacio, potrà essere effettuato dal solo presidente dell’azione liturgica. Un rito più semplice anche quello previsto per la Veglia pasquale, senza l’accensione del fuoco; «della liturgia battesimale si mantenga solo il rinnovo delle promesse» mentre «i catecumeni riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana al termine dell’emergenza sanitaria».

31 marzo 2020