Disabilità, Baturi: il dl “Progetto di vita” «riconosce la centralità della persona»
Il segretario generale Cei intervenuto a un incontro di approfondimento. Suor Donatello (Cei): «Bello pensare che una legge tenga conto del desiderio». Corti (Osservatorio): «Valori cristiani»
Il decreto legislativo n. 62/2024 che introduce il “Progetto di vita” per le persone con disabilità e le prospettive che da questo si aprono. Se ne è parlato ieri pomeriggio, 18 febbraio, a Roma, in un incontro di approfondimento a cui ha partecipato anche il segretario generale della Cei l’arcivescovo Giuseppe Baturi. Questo decreto, ha affermato il presule, «riconosce la centralità della persona umana, che si esprime anche con i propri desideri e le proprie attese. Per gli enti cattolici che hanno esercitato da decenni, da centinaia d’anni, da un certo punto di vista, l’assistenza alle persone con disabilità è una grande provocazione a rimodulare e tornare all’essenziale della carità che si fa compagnia e cura della persona». A partire dal dl, ha rilevato ancora Baturi, si aprono «scenari di dialogo. Ci sarà un periodo di sperimentazione che sarà svolto in alcune province e questo significa la possibilità di affinare nel dialogo i concetti, i metodi, salvando proprio per la centralità della persona, sia la residenzialità, ove necessaria, sia l’accompagnamento domiciliare, ove possibile».
Nelle parole di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, «il segno bello di oggi è che ci siamo messi in ascolto. Questo è un primo passo. Il desiderio è sicuramente di partire da una tradizione grande che la Chiesa ha sempre avuto di profezia sul mondo, sull’educabilità, sulla vita, sulla dignità delle persone con disabilità. Oggi – ha aggiunto – credo che siamo chiamati un po’ a cambiare, a sostenere, ad avere un’ottica nuova dei nostri servizi e sostegni».
Questo decreto, ha osservato la religiosa, «tiene conto del desiderio, che è una cosa molto bella. È molto bello pensare che una legge si metta dalla parte del desiderio, perché riconosce anche che il primo attore è la persona con disabilità assieme agli altri. Nessuno può parlare di progetto di vita da solo. E questo obbliga – è anche un po’ il desiderio di oggi – a fare rete, a lavorare insieme, ad accompagnare specialmente pensando alle persone con disabilità, giovani e adulte, e quelle acquisite che interpellano la vita e la loro famiglia in altre modalità».
La strada, per Serafino Corti, coordinatore tecnico scientifico dell’Osservatorio nazionale delle disabilità, passa dal «mettere assieme i valori della carità cristiana con una visione normativa che permetta di dare sostegno adeguato alle persone con disabilità. Queste due visioni – ha specificato – non sono contrapposte, hanno grandissimi livelli di sovrapposizione. Dobbiamo sicuramente interrogarci su quello che stiamo facendo, su quali sono le cose più importanti per ciascuna persona con disabilità per poi farle accadere».
Nell’analisi di Corti, «oggi è stato un giorno importante, abbiamo presentato il decreto legislativo 62 sul progetto di vita alle realtà di espirazione cattolica, che in tutta Italia provano a garantire sostegni di alta qualità da centinaia di anni. Adesso si apre uno scenario molto interessante: avremo per i prossimi dieci mesi delle sperimentazioni in nove province dove si proverà ad applicare questo decreto 62. Raccoglieremo i dati di questa sperimentazione per poi generalizzarla in tutta Italia, non prima di attivare percorsi formativi su tutto il territorio italiano».
Sull’applicazione del decreto 62 è intervenuto anche Roberto Franchini, docente del ministero per le Disabilità, definendolo «solo un’opportunità. Non va letto come un obbligo – ha specificato -, altrimenti ci incanaliamo in decenni di welfare fatto di obblighi, ma come un’opportunità per rilanciare la nostra identità, che è anche aver cura della salute o della riabilitazione, ma è in primis la prossimità alle persone con disabilità». Dunque, «la priorità è sostenere le vite. Il decreto lo conferma, ci aiuta dunque ad allineare i nostri interventi all’interno di uno scenario più ampio che è relativo alla pienezza di vita delle persone, tenendo conto di spiritualità, appartenenza, relazione. Sarà una bella avventura», ha assicurato.
19 febbraio 2025

