Disabilità, la protesta dei caregiver a Montecitorio

La manifestazione per chiedere il riconoscimento del lavoro sociale svolto e misure di sostegno economico dirette, per non rinunciare a prospettive di vita

In occasione del termine di presentazione degli emendamenti relativi al ddl 1461, ieri, 22 luglio, i caregiver familiari riuniti nell’associazione Comma 255 sono scesi in piazza, davanti a Montecitorio, per chiedere « il riconoscimento del lavoro sociale svolto sostenendo, curando ed assistendo i nostri congiunti con disabilità grave, oggi come sempre», dichiara Sofia Donato. Madri, padri, fratelli, sorelle, mogli, mariti, figli di persone non autosufficienti che hanno bisogno di cure permanenti chiedono al governo «misure di sostegno economico dirette che diano la possibilità di non alienarci, di non dover rinunciare alla nostra individualità e prospettiva di vita», prosegue Donato. E anche «misure per facilitare il nostro reinserimento nel mondo del lavoro, o una pensione dignitosa».

I membri di Comma 255 avevano chiesto l’attenzione delle istituzioni anche durante il periodo di lockdown. «La politica ha dimenticato in questo periodo di emergenza una categoria di cittadini ai quali ha delegato completamente ogni cura ed assistenza, decidendo con il lockdown di chiudere o rimodulare ‘da remoto’ qualsiasi servizio destinato alle persone con disabilità», affermano. Intanto, sono centinaia le mail arrivate ai capigruppo di Camera e Senato a sostegno della manifestazione per la campagna “Anche io caregiver familiare fuori sede voglio manifestare”, da parte di tutti coloro che non possono essere fisicamente presenti. «Siamo impossibilitati a partecipare perché non abbiamo possibilità di staccarci dal nostro congiunto con disabilità – scrivono – ma vogliamo comunque far sentire il nostro dissenso e la nostra voce».

23 luglio 2020