Donna e bimba senza vita a Villa Pamphili, Reina: «No all’alibi dell’indifferenza»
Il vicario del Papa interviene sulle «orribili uccisioni», dai contorni ancora poco chiari. «Si poteva fare qualcosa per evitare che accadesse il peggio? Si potevano custodire meglio queste due vite?». L’appello a «una visione più umana delle politiche sociali»
Il cadavere di una neonata di circa 6 mesi e quello di una donna, la cui identità è ancora da chiarire, tanto che la polizia ha diffuso le immagini dei suoi tatuaggi, nella speranza che servano a farle un nome. Madre e figlia, ha confermato l’analisi del Dna. Sono state ritrovate sabato 7 giugno all’interno di Villa Pamphili, uno dei parchi più noti e frequentati della Capitale. In una nota diffusa questa mattina, 11 giugno, dal Vicariato si parla di «orribili uccisioni». Lo confermano i primi accertamenti, soprattutto per quanto riguarda la piccola, per la quale non si esclude l’ipotesi dello strangolamento.
«Le notizie fin qui rese pubbliche ci dicono che si tratta di persone che vivevano ai margini e che avevano trovato un riparo di fortuna fra il verde della famosa villa romana. Quanto accade agli scartati tocca tutti noi», commenta il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. «Si poteva fare qualcosa per evitare che accadesse il peggio? Si potevano custodire meglio queste due vite?», sono le domande del porporato, che aggiunge: «Che non ci sia concesso l’alibi dell’indifferenza davanti a tanto dolore, o di rubricare questi eventi come meri fatti di cronaca. C’è un’umanità che a motivo della sofferenza dovrebbe conoscere un di più di amore e di attenzione».
Nelle parole del vicario la vicinanza alle famiglie delle vittime, ma anche l’appello «agli uomini e alle donne di buona volontà e ai nostri governanti perché ogni vita sia sempre protetta in una visione più umana delle nostre politiche sociali, che non lasci indietro nessuno, soprattutto i più fragili».
11 giugno 2025

