El Shaarawy alla Cittadella della carità con il raccolto dell’Orto urbano di Trigoria
“Il faraone” ha portato all’Emporio i prodotti coltivati al Centro sportivo dell’As Roma. L’iniziativa fa parte del progetto “Food for the Community”, partito in sinergia con la Caritas con il recupero delle eccedenze alimentari delle aree hospitality dell’Olimpico
È ora di pranzo e fuori dall’Emporio della cittadella della Caritas “Santa Giacinta” c’è già chi si è messo in fila con trepidazione. È un giorno speciale. Tutti stanno aspettando Stephan El Shaarawy, calciatore della As Roma. Insieme a lui, il raccolto settimanale dell’Orto urbano del Centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria.
Sono oltre 50 kg gli ortaggi arrivati all’Emporio ieri pomeriggio, 27 gennaio. Un regalo del Club romano alle famiglie della Capitale in difficoltà. L’iniziativa fa parte del progetto “Food for the Community”, già partito in sinergia con la Caritas con il recupero delle eccedenze alimentari delle aree hospitality dello Stadio Olimpico, in occasione di tutte le partite interne della Roma. Nei prossimi mesi si continuerà su questa strada: il Club provvederà ad effettuare ulteriori donazioni agli altri quattro Empori della Solidarietà presenti sul territorio che complessivamente, a oggi, hanno portato beneficio a oltre 12mila famiglie in stato di povertà alimentare, per un totale di oltre 40mila persone.
“Il faraone” – così viene chiamato dai tifosi per le sue origini egiziane – è arrivato intorno alle 15 con una macchina di piccola cilindrata. Un particolare che è stato molto apprezzato dagli utenti. Ad accoglierlo il diacono Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, che lo ha subito ringraziato per essere venuto. Una stretta di mano, qualche foto e sono entrati all’interno dell’Emporio, un vero e proprio supermercato dove le famiglie in comprovata difficoltà economica possono reperire i generi alimentari di cui necessitano utilizzando una speciale tessera a punti gratuita.
«Noi giocatori sappiamo che il raccolto dell’Orto urbano è sulla nostra tavola ogni volta che pranziamo a Trigoria – ha detto El Shaarawy al momento della consegna -. Ora sappiamo anche che potremo condividere questo raccolto con chi non è fortunato come noi. Questa iniziativa ci rende ancora più orgogliosi di far parte di questa grande famiglia che è la Roma». Rivolgendosi al calciatore, Trincia ha sottolineato: «C’è poca consapevolezza di quanto stia crescendo la povertà alimentare a Roma a causa di tanto lavoro povero (regolare ma poco pagato) o in nero che c’è e dell’inflazione che erode salari, stipendi e pensioni. Questo programma – ha aggiunto -, a cui aderiamo con gratitudine, è importante perché è una concreta pratica di solidarietà verso chi, spesso donne sole con bambini, ha meno. E perché è un esempio di come lo sport possa sensibilizzare e attivare gli sportivi e i tifosi delle varie discipline».
Dopo la consegna, El Shaarawy ha visitato i locali della Caritas, guidato anche da Giuliana D’Alessio, coordinatrice dell’Emporio. «Mi è piaciuta l’umanità con cui si è messo in ascolto delle persone che ha incontrato – ha detto a margine -. Questo è lo spirito con cui proviamo ad accompagnare le famiglie». Molti gli adulti e i bambini arrivati per fare la spesa e per provare a strappare almeno un saluto all’azzurro. Incoraggiata dai suoi genitori, una di loro è riuscita a farsi una foto proprio nel giorno del suo compleanno. Dalla sua bocca è uscito un timidissimo “grazie”, con le guance paonazze e lo sguardo fisso per terra. Pochi metri più avanti, un altro bambino era in trepidante attesa con un pallone tra le mani. Non ha dovuto aspettare molto prima di vedere un autografo prendere finalmente forma sotto i suoi occhi. Alla fine della visita, Stephan non ha negato un selfie a nessuno. A grandi e piccini. «Fatemi largo che è mio compaesano», ha urlato un ragazzo egiziano tra le risate di tutti. Prima che ritornasse a casa, una bambina gli ha consegnato un telefonino. Collegato in videochiamata c’era il papà. Era più emozionato di lei.
28 gennaio 2025

