Elezioni europee: la Cvx chiama alla partecipazione

Alla vigilia del voto dell’8 e 9 giugno, l’associazione riprende l’appello della Cei. «Sottrarsi al voto è sottrarsi alla responsabilità con sé stessi e il futuro»

Alla vigilia del voto dell’8 e 9 giugno per il Parlamento europeo, la Comunità di vita cristiana in Italia (Cvx) si unisce alle tante voci che invitano alla partecipazione. In un’Italia dove l’astensionismo sta diventando maggioritario, scrivono, «sottrarsi al voto e alla partecipazione politica è sottrarsi alla responsabilità con sé stessi e con le generazioni future, perché le scelte (e le non scelte!) di oggi determinano il domani».

L’associazione rilancia quindi l’appello della Conferenza episcopale italiana alla partecipazione. «Cerchiamo nelle parole del Papa e dei vescovi italiani un orientamento. Ci viene indicata una via feconda: quella per la pace e per i diritti umani. Il voto espresso secondo retta coscienza, come ci invita da sempre il magistero della Chiesa, oggi più che mai deve seguire le parole del Vangelo: “Beati i costruttori di pace”», sono ancora le parole dell’appello lanciato dal Comitato esecutivo.

Questo insegnamento, proseguono dalla Cvx, trova «una duplice via per i tempi di oggi: il lavoro per la fine dei conflitti e per l’accoglienza». Di qui l’invito «a tutti i membri della nostra comunità, a tutti i cristiani e a tutti gli “uomini di buona volontà”» a «sostenere i candidati che più di altri si sono impegnati, nel loro programma elettorale e con la loro storia personale, sull’obiettivo della pace e per il rispetto per i diritti umani, a cominciare da quelli dei migranti».

L’auspicio espresso dall’associazione è che il prossimo Parlamento europeo faccia ritornare l’Unione europea, insignita nel 2012 del premio Nobel per la pace, «fedele alla sua storica e naturale vocazione a cercare percorsi di pace, con un attento, creativo e realistico lavoro diplomatico. Vediamo invece, affranti, crescere in Ucraina, in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo, solo la risposta delle armi di fronte ai conflitti, che ci sta riportando a un passato doloroso per l’umanità».

5 giugno 2024