Emergency: a Gaza, «cauto ottimismo»

Il capoprogetto descrive il clima nella Striscia dopo la notizia dell’accordo tra Israele e Hamas. «Ci si interroga sulla stabilità dell’accordo e sulle difficili sfide che ci attendono»

È un «cauto ottimismo» quello che si respira nella Striscia di Gaza dopo l’annuncio dell’accordo tra Israele e Hamas sulla prima fase del piano di pace, che prevede il cessare il fuoco, la liberazione degli ostaggi e l’apertura dei corridoi umanitari, con il libero accesso di una quantità idonea di aiuti. Lo racconta Alessandro Migliorati, capoprogetto di Emergency, parlando dell’«enorme gioia» con la quale Gaza ha accolto la notizia. Tuttavia, aggiunge, «ci si interroga sulla stabilità dell’accordo e sulle difficili sfide che ci attendono».

Nella notte tra 8 e 9 ottobre, riferisce, si sono uditi ancora bombardamenti. «Speriamo siano davvero gli ultimi e che questo cessate il fuoco sia permanente – aggiunge – perché qui il 90% delle case è distrutto e i servizi sanitari sono completamente scomparsi. Emergency – assicura – resterà per offrire aiuto alla popolazione palestinese anche in questa fase». Sulla stessa linea il coordinatore medico di Emergency Giorgio Monti. «È una bellissima notizia – dichiara, riferendosi all’accordo -, ma tanti prendono questo annuncio col sorriso a metà. Mi dicono: “Adesso comincia il lavoro difficile, quello di ricostruire tutto”. Dopo due anni di sofferenze, violenze e carestia, la speranza è che si possa finalmente tornare a una vita dignitosa».

A Gaza dall’agosto 2024, Emergency è operativa con una clinica di assistenza sanitaria di base ad al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis, e supporta una seconda clinica ad al-Mawasi, gestita insieme alla locale Culture & Free Thought Association (Cfta). Le due strutture visitano in media 600 pazienti al giorno, offrendo primo soccorso, medicina generale, salute riproduttiva e supporto post-operatorio.

10 ottobre 2025