Emergenza sanitaria, l’Esercito italiano vicino alle famiglie

Online un opuscolo con alcuni consigli e indicazioni su «come gestire le dinamiche familiari al meglio». A iniziare dalla condivisione degli spazi

“Le famiglie al tempo del coronavirus. Come gestire le dinamiche familiari al meglio”. Si intitola così l’opuscolo online sul sito dell’Esercito italiano, pensato come un supporto nelle possibili difficoltà portate negli equilibri domestici dalla forzata convivenza della quarantena. A iniziare proprio dalla condivisione degli spazi. L’idea è di gestire in modo costruttivo i cambiamenti imposti dalla situazione, facendone un’occasione di crescita anche familiare oltre che individuale.

La prima difficoltà, dunque, potrebbe essere la sensazione di non avere più un proprio spazio. Per questo motivo, suggeriscono gli esperti dell’Esercito, è indispensabile conoscersi, parlando di tutto, anche di quello che ci spaventa, ma anche «stabilire nuove regole di convivenza, affrontare eventuali conflitti invece di fuggire, riorganizzare l’ambiente». Anche per quanto riguarda l’interruzione delle abitudini quotidiane, il suggerimento è quello di sperimentare, leggendo, cucinando, ascoltando o facendo musica, ginnastica, giardinaggio, giocando con i figli, aiutandoli nei compiti e a organizzarsi la giornata, ascoltando gli altri membri della famiglia senza fretta e senza distrazioni.

Altro possibile elemento di rischio: la riduzione dei contatti sociali, che potrebbe portare anche alla paura di restare da soli. È utile per questo utilizzare i social «in modo consapevole», con video chiamate, anche di gruppo, parlando con gli amici di un po’ di tutto, anche di come ci si sente, ma anche recuperando i ricordi con la propria famiglia guardando foto o video, facendo una lista di cose che si potranno fare insieme. «Accorciare le distanze» è la parola chiave anche per combattere la nostalgia e la preoccupazione che possono nascere dalla lontananza dai propri cari. Per questo, si legge nell’opuscolo, è importante prendersi il tempo per sentirli, contattandoli in momenti dedicati, interessandosi alla loro quotidianità e facendo insieme a loro progetti per il futuro. Da ultimo, un appello: «Parlate di quello che succede, condividete quello che sentite, ricordate quello che siete: la famiglia».

24 marzo 2020