Emergenza sanitaria, un vademecum per residenze e collegi universitari

Dall’Acru (Associazione collegi e residenze universitarie) un “patto” tra studenti, direzione ed educatori, attorno a 10 punti. Condivisione di principi e regole

Un “patto” tra studenti, direzione ed educatori, per gestire l’emergenza sanitaria legata al contagio da Covid-19 nei collegi e nelle residenze universitarie. È il vademecum in 10 punti messo a punto dall’Acru (Associazione collegi e residenze universitarie) con l’obiettivo di permettere la permanenze degli studenti nelle strutture.

Anzitutto, si chiede «informazione e condivisione di principi e regole», considerando fondamentale la «gestione del distanziamento sociale» e la «disponibilità alla misurazione giornaliera della propria temperatura corporea, secondo le modalità concordate». Allo stesso modo chi frequenta le strutture deve mantenere una «gestione responsabile della cura e dell’attenzione all’igiene personale», oltre a una «gestione responsabile e condivisa della cura e dell’attenzione all’igiene dei luoghi, incentivando le operazioni di sanificazione di tutti i locali delle strutture».

Importante una «responsabilizzazione rispetto ai comportamenti adottati all’interno della struttura, anche in occasione di condivisione degli spazi comuni», e a quelli adottati «in occasione di eventuali uscite dalla struttura». Si chiede anche l’adozione dei «protocolli di sicurezza anti-contagio» e di «strumenti di protezione individuale, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento». Da ultimo, va sottoscritto il trattamento dei dati personali nel rispetto delle normative. «La permanenza all’interno del collegio o della residenza è consentita solo previa sottoscrizione da parte dello studente dell’impegno al pieno rispetto delle regole contenute nel vademecum – si legge nel documento -, che sono da considerarsi integrative e, laddove di maggior garanzia rispetto all’attuale emergenza sanitaria, sostitutive rispetto al regolamento già previsto per la vita all’interno delle strutture».

Nella lettera ai soci che accompagna il documento, il presidente Acru Angelo Giornielli precisa che «i collegi e le residenze di Acru si configurano come comunità di persone a cui è possibile chiedere di tenere responsabilmente dei comportamenti corretti. Il patto educativo si fonda su principi quali il rispetto, la fiducia e la responsabilità. Per questi motivi, riteniamo molto più efficace ed educativo investire sui rapporti e sulle ragioni per le quali conviene comportarsi secondo regole condivise atte a garantire la salute e la sicurezza, piuttosto che esasperare gli studenti con misure restrittive di difficile applicabilità e controllo».

Il vademecum, spiega ancora Giornelli, è stato redatto dal Consiglio direttivo di Acru per «offrire agli associati uno strumento che contribuisca alla realizzazione del protocollo di sicurezza di ogni singola struttura al fine di garantire la massima sicurezza alle persone ospitate». Quanto previsto però trova piena applicabilità a condizione che «il collegio e la residenza siano a tutti gli effetti considerabili come una “comunità chiusa” in cui ogni membro deve conoscere e applicare le regole e i comportamenti corretti». A ogni direzione spettano comunque le «opportune valutazioni del rischio relative alla propria struttura» ed eventualmente il compito di «introdurre le modifiche e/o integrazioni che saranno ritenute più adeguate. È opportuno – scrive il presidente Acru – che ogni direzione si confronti con il proprio tecnico della sicurezza di fiducia e con il proprio medico di riferimento, affinché sia definito il protocollo di sicurezza della singola struttura». Suggerita, infine, la costituzione del Comitato Covid-19 con il compito di monitorare e aggiornare il protocollo.

7 maggio 2020