Emilia Romagna e Marche: la solidarietà della Cei agli sfollati per le alluvioni
Il messaggio del cardinale presidente Zuppi, che invita tutte le comunità parrocchiali a farsi prossime e pregare per le vittime. Il grazie ai soccorritori e l’appello alle istituzioni: «Prevenzione e messa in sicurezza della Casa comune, necessarie e doverose»
Dal cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi arrivano parole di «vicinanza e solidarietà» per le tantissime persone sfollate a causa dell’alluvione e delle esondazioni che negli ultimi giorni hanno colpito Emilia Romagna e Marche. Il porporato invita tutte le comunità parrocchiali a farsi prossime e a pregare per quanti stanno vivendo questa nuova sofferenza, in molti dei luoghi già provati dalle alluvioni del maggio 2023.
In contatto telefonico con i vescovi delle diocesi colpite, il cardinale fa suo l’auspicio indirizzato alla Chiesa di Faenza-Modigliana dal suo vescovo Mario Toso: «Il nostro cuore possa chiedere e sentire, in mezzo a tanta frustrazione, una nuova speranza». Speranza che, chiarisce, «non è sinonimo di ingenuità, ma è quella forza che aiuta a guardare con fiducia al domani, anche quando tutto sembra, ancora una volta, perduto. Di fronte a questo dramma che torna ad abbattersi sul territorio dell’Emilia Romagna e delle Marche – prosegue -, siamo chiamati, come Abramo, a restare saldi nella speranza contro ogni speranza».
Nelle parole del presidente dei vescovi anche la gratitudine per quanti – «forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari» – si stanno adoperando nei soccorsi alla popolazione, insieme a un rinnovato appello alle istituzioni affinché si mettano in atto tutte le misure necessarie per andare incontro alle esigenze delle famiglie e delle comunità locali, oltre che per evitare che catastrofi del genere si ripetano con tale frequenza. «Ancora una volta – sono le parole di Zuppi – vediamo la fragilità del nostro territorio. Prevenzione e messa in sicurezza della Casa comune non possono restare lettera morta, ma sono azioni necessarie e doverose».
20 settembre 2024

