Filippo Tortu: lo sport, «condivisione, legame e relazione»

Il campione olimpico delle Fiamme Gialle in dialogo con il cardinale de Mendonca, prefetto del dicastero Cultura e l’educazione, per raccontare lo sport “nobile”

In dialogo con atlete e atleti di alto livello per raccontare come e quando lo sport fa diventare nobili. È l’obiettivo di una serie di incontri promossi dal dicastero per la Cultura e l’educazione e da quello per la Comunicazione insieme con Athletica Vaticana, inaugurati ieri, 15 marzo, con il primo evento che ha visto ospite il campione olimpico e velocista Filippo Tortu, atleta delle Fiamme Gialle, gruppo sportivo della Guardia di finanza. Primo italiano a scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri, medaglia d’oro a Tokyo 2020 nella staffetta 4×100, ieri ha dialogato con il cardinale Josè Tolentino de Mendonca, prefetto del dicastero per la Cultura e l’educazione, alla presenza di Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la Comunicazione, moderati dal vice direttore editoriale Alessandro Gisotti.

«Parlando di sport potrei citare mille argomenti diversi – ha spiegato Tortu – come i sacrifici, la preparazione, l’agonismo, la pazienza nel doversi allenare. Eppure – ha subito sottolineato –  la cosa che più mi emoziona pensando all’oro olimpico è l’abbraccio con il mio compagno Fausto (Desalu, ndr). Lì c’è il significato di ciò che secondo me è lo sport. Poi penso allo sguardo che, appena tagliato il traguardo, ho lanciato verso i miei cari nelle tribune. Ecco, l’atletica e in generale lo sport sono condivisione, legami, relazioni e, allo stesso tempo, significa rapportarsi con sé stessi». Il velocista azzurro ha infatti sottolineato l’individualità che caratterizza l’atletica: «Ti mette davanti ai sogni ma anche a molte delusioni, fare i conti con te stesso e i tuoi limiti. Scopri dei lati del tuo essere fondamentali per la vita, per capire chi sei e chi puoi essere».

Lo sport come unione e vettore di pace è stato invece il focus dell’intervento del cardinale Mendonca, che ha ripreso le parole del saluto iniziale di Paolo Ruffini. «Lo sport – ha spiegato il porporato – deve riuscire anche a unire i diversi tempi delle nostre vite: dalla calma e lentezza che ognuno ha nel prendersi il proprio tempo fino alla sana velocità di chi corre». Il cardinale ha inoltre citato san Paolo e la sua metafora dello sport, parlando della gara nello stadio per arrivare al premio «non solo materiale, ma tendere alla nobiltà dello sport».

Per Filippo Tortu, inoltre, una componente fondamentale è la fiducia. «Nel proprio allenatore (che nel suo caso è anche il padre, ndr), che vede sempre più lontano rispetto all’atleta, e poi fiducia in sé stessi, nel proprio corpo. Se si prova a forzare – ha spiegato – paradossalmente si ha il risultato opposto perché i muscoli si irrigidiscono e si finisce per correre più lentamente. Questo vale anche nella vita». Ricordando come Tortu sia anche impegnato negli studi – sta frequentando Impresa e Management alla Luiss – il cardinale Mendonca, esperto e appassionato di poesia, ha fatto un parallelismo proprio tra sport e scrittura. «Si riesce a dare il meglio e a far uscire le parole dal cuore quando ci si abbandona, quando non si pensa a sé stessi, e lo stesso – ha spiegato – accade nello sport quando si fa uscire tutto il proprio potenziale senza essere autoreferenziali».

16 marzo 2023