Fisichella: «Con Cristo diventiamo strumento di salvezza per i poveri»

Il presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ha celebrato a San Lorenzo una Messa per il volontariato che si occupa degli ultimi

I tanti volontari che quotidianamente si prendono cura dei più bisognosi sparsi per le strade del mondo sono il pane della Chiesa. Tutti coloro che nel nascondimento, con umiltà, entusiasmo e amore mettono a disposizione il proprio tempo per essere vicino a chi soffre la miseria e l’abbandono, senza pretendere niente in cambio ma con il solo desiderio di donare qualcosa al prossimo, sono il segno che «la Chiesa ha ancora oggi del pane da donare e dei discepoli pronti a metterlo innanzi a chi ha fame».

Con queste parole monsignor Rino Fisichella,
presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha reso omaggio al mondo del volontariato per il quale sabato sera, 18 novembre, si è svolta una veglia di preghiera animata dal Coro della Diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina. Organizzata alla vigilia della prima Giornata mondiale dei poveri, voluta da Papa Francesco affinché almeno una volta l’anno si possa mettere al centro della vita della Chiesa l’innumerevole popolo dei poveri, la veglia si è tenuta nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, luogo scelto per il suo valore simbolico.

Il giovane diacono Lorenzo, chiamato a rispondere di dove fossero i tesori della Chiesa, si presentò al palazzo sallustiano, con i poveri che la comunità assisteva, dicendo all’imperatore Valeriano: «ecco questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono». Nell’omelia sul Vangelo di Marco, in cui è raccontato il miracolo della seconda moltiplicazione dei pani, monsignor Fisichella ha posto l’accento sulla compassione avvertita da Gesù per la folla che lo seguiva e che non aveva da mangiare. La compassione, ha spiegato, «è una delle componenti della misericordia e diventa responsabilità verso chi ha bisogno senza escludere nessuno. Con la vostra azione siete i testimoni privilegiati di questa attenzione».

Fisichella ha quindi ricordato che ciascuno di noi si trova ogni giorno dinanzi «alla miseria e alla povertà che il mondo obbliga a vedere» e ha raccontato che anche lui spesso viene bloccato in via della Conciliazione da uomini e donne che, la maggior parte delle volte, chiedono solo di poter parlare. «Io ho il dovere di ascoltarli, anche questa è misericordia. Tante volte siamo incapaci di restituire la dignità persa perché non abbiamo gli strumenti, ma la vicinanza e la compassione, il sentirci responsabili per loro è già una risposta. Siamo anche noi discepoli di Cristo e con Lui dobbiamo diventare strumento di salvezza».

Durante la veglia è stato portato in processione all’altare un cesto di pane che monsignor Fisichella ha benedetto e consegnato ai rappresentanti del mondo del volontariato che a loro volta hanno poi distribuito ai poveri incontrati nella notte. «Siate il pane della Chiesa e nutrimento per quelle molteplici forme di povertà che sembra impossibile anche classificare – ha concluso – Non dimentichiamo mai che davanti a noi c’è un volto che chiede solo di essere amato e affinché il nostro impegno possa essere sempre coerente abbiamo bisogno che sia animato dal Pane Eucaristico».

 

20 novembre 2017