Fnopi al nuovo governo: riconoscere e valorizzare gli infermieri

Nella lettera della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche al premier Draghi, le basi della crescita professionale e del sistema sanitario

Mette a fuoco le basi della crescita professionale e del sistema sanitario, con precisi riferimenti agli altri Paesi europei, la lettera di benvenuto indirizzata al neo premier Mario Draghi dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che rappresenta oltre 454mila professionisti infermieri, che si offre come partner primario per la crescita e la definizione di nuovi modelli per il sistema salute.

Al centro, crescita professionale degli infermieri con il riconoscimento delle loro qualità assistenziali e dell’autonomia necessaria a «garantire servizi e assistenza all’altezza di un Servizio sanitario davvero nazionale, universalistico ed equo». Ancora, stop a precariato e soluzioni emergenziali per la carenza di organici; nuova governance e nuovo impulso al sistema sanitario, «perché cresca intorno alle persone, con contatti e reti di prossimità per i fragili, senza dimenticare i giovani che hanno ormai altrettanti bisogni» e rischiano di trasformarsi in «nuovi poveri». Il tutto «grazie a un diverso utilizzo dei fondi del Recovery Plan e all’applicazione reale e immediata delle previsioni del Patto per la salute».

«Gli infermieri  – si legge nella lettera – nella pandemia si sono dimostrati essenziali per l’assistenza ai pazienti altrimenti soli nelle corsie Covid, si dimostrano fondamentali per il supporto ai malati cronici». Sono «i naturali controllori della salute scolastica e dell’educazione sanitaria, rappresentano la punta di diamante delle strutture vaccinali, anche se rispetto alle vaccinazioni per la pandemia è stato finora rallentato il loro apporto e intervento. Finora – è la conclusione – si è parlato più volte, d’intesa con le Regioni, di assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri e integrare i servizi sanitari e sociosanitari territoriali ma la maggior parte di queste intenzioni è rimasta per adesso sulla carta».

17 febbraio 2021