“Follemente”: il valore delle emozioni
Nel nuovo film di Paolo Genovese, i protagonisti e i loro “doppi” similari mettono in scena le idee, le sensazioni e gli stati emotivi che si accendono quando scatta la molla dell’attrazione
A Roma, oggi. Lara 35 anni e Piero, quarantenne, si vedono per un primo appuntamento. Lei ha lanciato l’invito e ha organizzato una cena a casa sua. Lui ha accettato… All’inizio di Follemente, il nuovo film di Paolo Genovese in sala dal 20 febbraio, i personaggi che vediamo non sono veramente protagonisti. Dietro di loro (a fianco con funzione di deuteragonisti) agiscono dei “doppi” similari che intervengono, commentano, completano le cose dette da lei e da lui. Mentre tra reciproche incertezze e non pochi dubbi si avvia il dialogo tra l’uomo e la donna, entrambi cominciano a sperimentare diversi stati emotivi, spesso contrastanti, che si possono identificare con sentimenti quali timidezza, agitazione, incertezza, audacia.
La contemporanea presenza di attori in carne e ossa e delle loro reazioni rimanda ad Inside Out ( 2015 e 2024), un grande successo targato Disney-Pixar che ha indagato i territori dei nostri mondi interiori. Ma se in quei film l’indagine riguardava un gruppo di preadolescenti in trepida attesa di entrare nell’età adulta, qui si parla di uomini e donne chiamati a confrontarsi con sentimenti più maturi e quindi con reazioni differenti.
Follemente nasce nel contesto della filmografia di un regista, Paolo Genovese, che in questi anni ha riletto con successo molte pagine della commedia brillante tradizionale. Viene subito a mente Perfetti sconosciuti del 2016, che ha generato una lunga serie di seguiti e imitazioni. Genovese, nato a Roma del 1966, esordisce al cinema nel 2002 e da allora ha diretto una quindicina di titoli. Nel film di oggi tra Lara e Piero si attiva una schermaglia, che, col concorso delle voci di contorno, rende credibile e quasi tangibile quel vortice di idee, sensazioni ed emozioni che si accendono quando scatta la molla dell’attrazione verso l’altro/a.
È un momento insieme magico e misterioso, rispetto al quale non serve porsi molte domande. Chiedersi perché si accende la scintilla dell’amore è domanda forse dall’impossibile risposta. Meglio lasciarla a quel doppio che abita ciascuno di noi e col quale possiamo illuderci di avere un dialogo proficuo anche se inafferrabile. Con quanti aspetti del nostro carattere dobbiamo fare i conti quando prendiamo una decisione?, si chiede il regista. Sono conflitti difficili da risolvere e che tuttavia possono renderci la vita meravigliosa o insopportabile.
A dare vita a questa folla di personaggi veri e sensazioni nascoste, il regista ha chiamato interpreti di totale sicurezza e affidabilità. Tra i tanti, Edoardo Leo (Piero), Pilar Fogliati (Lara), Marco Giallini (il professore), Maurizio Lastrico (Romeo), Emanuela Fanelli (Trilli), Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini. Una coralità di voci ampia e variegata. Come le sfumature dei sentimenti.
12 marzo 2025

