Forum Terzo Settore e Acli, il saluto a Napolitano

Le associazioni rendono omaggio al presidente della Repubblica, ricordandone l’attenzione per le questioni sociali e la «saggezza e lungimiranza con cui ha esercitato le sue prerogative di Capo dello Stato»

Anche il Forum nazionale del Terzo Settore ha voluto salutare Giorgio Napolitano, ricordandone in particolare «la grande attenzione per le questioni sociali», gli interventi «con piena partecipazione» sulle tematiche «del contrasto alla povertà, del sovraffollamento delle carceri, della tutela dei diritti degli immigrati, della disabilità, del diritto al lavoro e del servizio civile, con una continua attenzione verso i giovani, futuro del nostro Paese». L’associazione ricorda anche la sua «continua attenzione verso i giovani, futuro del nostro Paese», e il suo costante richiamo alle istituzioni a riconoscere la dovuta attenzione al volontariato, che ha definito «risorsa insostituibile per il Paese». Da ultimo, un augurio per il prossimo capo dello Stato: «Il nostro auspicio è che nella scelta del suo successore il Parlamento riesca ad interpretare quei valori di unità e coesione sociale molte volte invocati e incarnati dalla presidenza di Napolitano».

«A Giorgio Napolitano va la nostra profonda gratitudine per la saggezza e la lungimiranza con cui ha esercitato le sue prerogative di Capo dello Stato». È il commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, che del presidente ormai emerito ricorda il «fortissimo senso dello Stato basato sui valori costituzionali, unito a una costante attenzione per il mondo del lavoro». In particolare, «lo ringraziamo per aver dato ascolto il 23 giugno scorso all‘iniziativa intrapresa dall‘Alleanza contro la povertà in Italia, quando abbiamo avuto modo di presentargli le ragioni che rendono opportuno ed urgente l‘avvio di un Piano nazionale contro la povertà». Ancora, Bottalico esprime la certezza «che la straordinaria capacità, dimostrata da Napolitano, di richiamare il Paese, e la sua rappresentanza politica ed istituzionale, ad affrontare le questioni essenziali per il futuro, potrà continuare ad esprimersi nella sua attività di senatore a vita per infondere a tutte le forze politiche la piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese e quindi un accentuato senso di responsabilità commisurato all‘eccezionale gravità dell‘attuale fase».

14 gennaio 2015