Francesco: «Comunicazione e misericordia s’incontrino»

Il Papa nel messaggio per la 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: «Riscoprire il potere di sanare le relazioni e portare la pace»

Il Papa nel messaggio per la 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: «Riscoprire il potere di sanare le relazioni e portare la pace» 

Misericordia unica via. Nel messaggio per la 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (8 maggio), presentato nella tarda mattinata del 22 gennaio, Francesco è chiaro: la misericordia è l’unica strada per una corretta informazione. Un concetto che vale sia per «i pastori della Chiesa» sia per «quanti hanno responsabilità istituzionali, politiche e nel formare l’opinione pubblica». Sin dalle prime righe del testo, il Papa invita «tutte le persone di buona volontà» a «riscoprire il potere della misericordia di sanare le relazioni lacerate e di riportare la pace e l’armonia tra le famiglie e nelle comunità».

Poi, il Papa cita Shakespeare, nel 400mo
anniversario dalla morte, nella sua opera “Il mercante di Venezia”: «La misericordia è un obbligo. Scende dal cielo come refrigerio della pioggia sulla terra. È una doppia benedizione: benedice chi la dà e chi la riceve». Un potere, quello della misericordia, che deve coinvolgere tutti, soprattutto chi esercita funzioni pubbliche. È «auspicabile – scrive il Papa – che il linguaggio della politica e della diplomazia si lasci ispirare dalla misericordia, che nulla dà mai per perduto».

Da qui l’“appello” a «quanti hanno
responsabilità istituzionali, politiche e nel formare l’opinione pubblica, affinché siano sempre vigilanti sul modo di esprimersi nei riguardi di chi pensa o agisce diversamente, e anche di chi può avere sbagliato». Infatti, osserva, «è facile cedere alla tentazione di sfruttare simili situazioni e alimentare così le fiamme della sfiducia, della paura, dell’odio». Invece, «ci vuole coraggio per orientare le persone verso processi di riconciliazione, ed è proprio tale audacia positiva e creativa che offre vere soluzioni ad antichi conflitti e l’opportunità di realizzare una pace duratura».

Per quanto riguarda i pastori, Francesco
non manca di sottolineare come la misericordia debba essere applicata anche alla comunicazione ecclesiale: «Come vorrei che il nostro modo di comunicare, e anche il nostro servizio di pastori nella Chiesa, non esprimessero mai l’orgoglio superbo del trionfo su un nemico, né umiliassero coloro che la mentalità del mondo considera perdenti e da scartare! La misericordia può aiutare a mitigare le avversità della vita e offrire calore a quanti hanno conosciuto solo la freddezza del giudizio».

«L’incontro tra la comunicazione
e la misericordia – chiarisce il Papa – è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità». Per questo, è molto importante saper ascoltare. «L’ascolto – sottolinea – ci consente di assumere l’atteggiamento giusto, uscendo dalla tranquilla condizione di spettatori, di utenti, di consumatori. Ascoltare significa prestare attenzione, avere desiderio di comprendere, di dare valore, rispettare, custodire la parola altrui». In definitiva: «Nell’ascolto si consuma una sorta di martirio” e “saper ascoltare è un dono che bisogna invocare per poi esercitarsi a praticarlo».

 

22 gennaio 2016