“Fuori”, soffia il vento della libertà
Il film di Martone – unico italiano a Cannes -, adattamento cinematografico del romano “L’università di Rebibbia”, di Goliarda Sapienza. Una narrazione senza vincoli né legami
Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza, arrestata per aver rubato dei gioielli a un’amica, nel carcere di Rebibbia conosce alcune detenute e si lega in particolare a Roberta e Barbara. Da qui prende le mosse Fuori, nuovo film di Mario Martone, unico italiano presentato in concorso il 20 maggio al Festival di Cannes (78ª edizione 12/24 maggio) nelle sale dal 22 maggio. In realtà, dal 1980 dell’inizio, tocca al racconto dirci qualcosa di ciò che è successo prima. Il film si propone come l’adattamento cinematografico del romanzo “L’università di Rebibbia”, scritto da Sapienza nel 1983.
Nel passare in rassegna questi momenti del passato, facciamo meglio conoscenza con la protagonista, le sue ristrettezze economiche, gli ostili rifiuti degli editori che tuttavia, più che scoraggiarla, fanno crescere la sua voglia di scrivere. Nel tornare al tempo presente, la dura realtà riprende il sopravvento: quella di una scrittrice che a stento riesce a far quadrare i conti, senza mai rinunciare a cercare di far pubblicare il suo romanzo “L’arte della gioia”. In quella estate del 1980 Goliarda ritrova le due ex compagne di cella: Roberta e Barbara sono due caratteri molto diversi, la prima è insofferente alle regole sociali, irregolare e segnata dalla dipendenza da eroina, la seconda cerca invece di condurre una vita regolare, portando avanti un piccolo negozio di profumi di periferia. Nel momento in cui si ritrovano, qualcosa scatta tra le tre donne, ed è qualcosa che assomiglia molto ad un vento di ribellione.
Nata a Catania il 10 maggio 1924, Goliarda Sapienza conduce una vita libera e indipendente, sempre in lotta con l’ostilità dei vari editori nei confronti dei suoi scritti. Eppure il film non guarda all’autobiografia né cerca contatti con la memoria. Non solo il titolo del libro di Goliarda pubblicato postumo (L’arte della gioia) ma anche il titolo di questo film (Fuori) sono la conferma della contraddizione che il copione voleva esprimere. Fuori è l’opposto del “dentro”, fuori è libertà opposto a prigionia. Come una folata di vento: cosi Goliarda definisce come è cambiata la sua vita nel nuovo incontro con Roberta e Barbara.
Martone ha fortemente voluto restituire nel film quel clima di anticonformismo che ha caratterizzato tutta la vita dell’autrice. Napoletano di nascita (20 novembre 1959), Martone ha girato a partire dall’esordio con Morte di un matematico napoletano (1992), una quindicina di lungometraggi, tra i quali sono da ricordare Il giovane favoloso (2014) e Qui rido io (2023). In questo film recupera un tipo di narrazione senza vincoli né legami: riflesso di una scrittrice che non ha mai voluto compromessi. Azzeccata la scelta delle protagoniste: Valeria Golino è Goliarda Sapienza tra grinta e resilienza; accanto a lei Matilde De Angelis ed Elodie sono Roberta e Barbara le amiche del carcere legate da una amicizia che prova a diventare amore.
3 giugno 2025

