Gaza: attaccato l’ospedale Al-Awda

Nella struttura partner di ActionAid, colpiti il reparto di chirurgia, i serbatoi d’acqua e di carburante, gli edifici destinati all’assistenza ambulatoriale. Nessuno può entrare o uscire e 160 tra operatori e pazienti sono intrappolati all’interno

Nuovamente attaccato dall’esercito israeliano, nel nord di Gaza, l’ospedale Al-Awda, gestito da un’organizzazione partner di ActionAid. «Nelle ultime 24 ore, il personale ha riferito che colpi di carro armato hanno colpito il reparto di chirurgia dell’ospedale, i serbatoi d’acqua, i serbatoi di carburante e gli edifici destinati all’assistenza ambulatoriale – informano dall’organizzazione -. Anche un magazzino contenente forniture mediche è stato colpito, provocando un enorme incendio che è stato difficile domare, poiché, secondo quanto riportato, ai vigili del fuoco è stato impedito di raggiungere il sito».

Dado voce all’orrore, da ActionAid parlano di situazione «estremamente pericolosa», nella quale nessuno può entrare o uscire dalla struttura, e «circa 160 tra operatori sanitari e pazienti sono intrappolati all’interno». Nonostante tutto, anche in questa situazione si cerca di «continuare a salvare vite umane sotto il costante rumore di droni armati che sorvolano l’area». E tutto mentre, «dopo oltre undici settimane di blocco totale, cibo, carburante e forniture mediche nella struttura stanno finendo in modo allarmante».

Attacchi «inaccettabili», li definiscono da ActionAid: «L’ennesimo esempio della sistematica presa di mira da parte dell’esercito israeliano delle strutture sanitarie in tutta la Striscia di Gaza, in palese violazione del diritto umanitario internazionale. L’ospedale Al-Awda – denunciano – è l’ultimo ospedale parzialmente funzionante rimasto nel nord di Gaza: se sarà costretto a cessare le attività, le persone affamate e ferite, così come le donne incinte bisognose di cure ostetriche, non avranno più alcun luogo a cui rivolgersi».

Alla luce di tutto questo, «il tempo delle semplici parole di condanna è finito: gli Stati devono intraprendere azioni concrete per fare pressione sulle autorità israeliane affinché pongano fine in modo definitivo alla brutale guerra a Gaza e permettano l’ingresso degli aiuti su vasta scala – è l’appello dell’organizzazione -. Ciò include il blocco di tutte le esportazioni di armi al governo israeliano e l’imposizione di sanzioni ai funzionari israeliani di alto livello coinvolti in violazioni del diritto umanitario internazionale».

23 maggio 2025