Gaza: attacco all’ospedale di Khan Younis

Medici senza frontiere: «Situazione caotica, con un numero imprecisato di morti e feriti». Il personale medico dell’organizzazione costretto ad abbandonare i pazienti

È iniziato nelle prime ore di ieri mattina, 15 febbraio, l’attacco all’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Ne dà notizia Medici senza frontiere, rimarcando che l’attacco è avvenuto «nonostante le forze israeliane avessero detto al personale medico e ai pazienti che potevano rimanere nella struttura. A migliaia di sfollati che avevano ritrovato rifugio nell’ospedale – ricordano dall’organizzazione – è stato ordinato di abbandonarlo lo scorso 13 febbraio».

Caotica la situazione dopo i bombardamenti, «con un numero imprecisato di morti e feriti», riferisce il team di Msf in azione all’ospedale. «Dopo l’attacco, un membro dello staff risulta ancora irreperibile». Il personale medico dell’organizzazione internazionale è stato costretto ad abbandonare l’ospedale, e soprattutto i pazienti al suo interno. Le forze israeliane hanno istituito un posto di blocco per controllare l’uscita dal complesso ospedaliero; un membro dello staff di Msf è stato trattenuto: si chiede che sia garantita la sua sicurezza.

Ancora, «Msf chiede alle forze israeliane di interrompere immediatamente questo attacco, poiché mette in pericolo il personale medico e i pazienti che sono ancora bloccati all’interno della struttura». Anche il direttore del nosocomio, Nahed Abu-Teima, raggiunto dalla Bbc, parla di situazione «catastrofica e molto pericolosa» nell’ospedale attaccato dalle forze israeliane. Gli unici pazienti rimasti, spiega, sono «ammucchiati nei reparti» e «in estremo pericolo. Molti di questi pazienti -aggiunge – hanno gravi lesioni spinali, agli arti, amputazioni, lesioni cerebrali che hanno portato a paralisi cerebrale ed emiplegia, e questi pazienti non possono muoversi o non possono camminare». Di qui l’appello a Onu e Croce rossa affinché «salvino questi pazienti malati» e gli operatori ospedalieri intrappolati.

16 febbraio 2024