Gaza: dalla rottura del cessate il fuoco, uccisi 322 bambini
La denuncia in un comunicato dell’Unicef, che parla anche di 609 piccoli feriti. La direttrice generale Russell: «Tutte le parti devono rispettare i loro obblighi in materia di diritto umanitario»
322 bambini uccisi e 609 feriti. A fare la conta dei piccoli rimasti vittime della rottura del cessate il fuoco e della ripresa dei bombardamenti nella Striscia di Gaza è l’Unicef, in un comunicato diffuso oggi, 1° aprile, in cui aggiunge che «la maggior parte di questi bambini erano sfollati, riparati in tende di fortuna o in case danneggiate». Queste cifre includono i bambini che, secondo le notizie, sono stati uccisi o feriti quando il reparto di chirurgia dell’ospedale Al Nasser, nel sud di Gaza, è stato colpito in un attacco, il 23 marzo.
«Il cessate il fuoco a Gaza ha fornito un’ancora di salvezza disperatamente necessaria per i bambini di Gaza e la speranza di un percorso di ripresa», evidenzia la direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell. Ora invece i piccoli della Striscia «sono stati nuovamente gettati in un ciclo di violenza mortale e di privazioni. Tutte le parti – aggiunge – devono rispettare i loro obblighi in materia di diritto internazionale umanitario per proteggere i bambini».
Complessivamente, dopo quasi 18 mesi di guerra, secondo le notizie, più di 15mila bambini sono stati uccisi, oltre 34mila feriti e quasi un milione ripetutamente sfollati e privati del diritto ai servizi di base. Con l’impossibilità di far entrare gli aiuti nella Striscia di Gaza dal 2 marzo – che rappresenta il periodo più lungo di blocco degli aiuti dall’inizio della guerra – cibo, acqua sicura, ripari e cure mediche sono diventati sempre più scarsi. Senza queste forniture essenziali, è probabile che la malnutrizione, le malattie e altre condizioni prevenibili aumentino, portando a un incremento delle morti infantili prevenibili.
Secondo l’Unicef, gli attacchi «violano il diritto internazionale umanitario e mettono a rischio la continuità di operazioni critiche e salvavita per chi ne ha disperatamente bisogno». Nonostante i rischi in corso, l’Onu è impegnata a continuare a fornire il sostegno umanitario da cui i bambini e le loro famiglie dipendono per la sopravvivenza e la protezione. Unicef continua a chiedere alle parti di «terminare le ostilità e ripristinare il cessate il fuoco», ribadendo che «gli aiuti umanitari e i beni commerciali devono poter entrare ed essere trasportati attraverso la Striscia di Gaza. I bambini malati e feriti devono essere evacuati per ricevere cure mediche. I civili, compresi i bambini e gli operatori umanitari, e le restanti infrastrutture essenziali devono essere protetti e gli ostaggi devono essere rilasciati».
1° aprile 2025

