Gaza, dove si muore in fila per mangiare

L’appello del sottosegretario generale per gli Affari umanitari Onu: «Nessuno dovrebbe rischiare la vita per sfamare i propri figli». La richiesta: aprire tutti i valichi ed eliminare le restrizioni

«Il mondo sta assistendo, giorno dopo giorno, a scene orribili di palestinesi che vengono uccisi a Gaza mentre cercano semplicemente di mangiare». A parlare è Tom Fletcher, sottosegretario generale per gli Affari umanitari e coordinatore degli Aiuti di emergenza (Ocha) delle Nazioni Unite, dopo le ultime notizie legate alla distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza. «Le équipe mediche di emergenza hanno confermato il trattamento di centinaia di casi di trauma – aggiunge -. Solo ieri, decine di persone sono state dichiarate morte negli ospedali dopo che le forze israeliane hanno detto di aver aperto il fuoco. Questo è il risultato di una serie di scelte deliberate che hanno sistematicamente privato 2 milioni di persone dell’essenziale di cui hanno bisogno per sopravvivere».

Fletcher si associa quindi all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres per «indagini immediate e indipendenti. Non si tratta – aggiunge – di incidenti isolati e i responsabili devono essere chiamati a risponderne». Il punto è che «nessuno dovrebbe rischiare la vita per sfamare i propri figli. Dobbiamo avere la possibilità di fare il nostro lavoro: abbiamo le squadre, il piano, le forniture e l’esperienza», prosegue il sottosegretario. E rinnova le richieste: «Aprire tutti i valichi, lasciare entrare aiuti salvavita su larga scala, da tutte le direzioni. Eliminare le restrizioni su cosa e quanto aiuto possiamo portare. Assicurare che i nostri convogli non siano bloccati da ritardi e rifiuti. Liberare gli ostaggi. Attuare il cessate il fuoco. Apprezziamo – conclude – il sostegno di un numero sempre maggiore di Stati membri che aderiscono al nostro appello: lasciateci lavorare».

5 giugno 2025