Gaza: Israele spara vicino a un centro di distribuzione aiuti
Il bilancio: 27 morti e 90 feriti, alcuni gravi. L’esercito israeliano: i colpi dopo aver identificato dei «sospetti». Continuano intanto i raid sulla Striscia. Tra le vittime, due bambini. Lazzarini (Unrwa): il nuovo meccanismo di sostegno, «trappola mortale»
Spari sulla folla in attesa degli aiuti questa mattina, 3 giugno, a Rafah, nella Striscia di Gaza. Il ministero della Salute di Hamas parla di almeno 27 morti e 90 feriti, di cui alcuni in «condizioni critiche». Tutti sono arrivati in ospedale, la maggior parte con ferite da arma da fuoco.
Stando alle Forze di difesa israeliane (Idf), le truppe hanno sparato dopo aver identificato dei «sospetti» a circa mezzo chilometro da un sito di distribuzione di aiuti nei pressi di Rafah, riferisce la Bbc. Hanno parlato di un iniziale «fuoco di avvertimento», aggiungendo che «dopo che i sospetti non si sono ritirati, sono stati sparati altri colpi vicino ad alcuni individui sospetti che avanzavano verso le truppe». I dettagli dell’indicente, in ogni caso, sono «in fase di accertamento».
Secondo l’agenzia di stampa Wafa – citata dal Guardian -, almeno dieci palestinesi sono stati uccisi nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza questa mattina, 3 giugno. Tra le vittime, informano, ci sono anche due bambini, uccisi in un attacco contro un’abitazione che ospitava sfollati a Khan Yunis. Su Telegram invece l’Idf annuncia la morte di tre soldati durante i combattimmenti nella Striscia settentrionale: i sergenti maggiori Lior Steinberg e Ofek Barhana, entrambi 20enni ed entrambi medici del 9° Battaglione della Brigata Givati, e il 22enne sergente maggiore Omer Van Gelder, comandante di squadra del 9° Battaglione della Brigata Givati.
Anche da Medici senza frontiere intanto arriva la conferma di decine di vittime palestinesi nei pressi dei punti di distribuzione aiuti sostenuti da Usa e Israele, nell’ambito di un sistema di consegna che definiscono disumano, inefficace ed estremamente pericoloso. Anche per il commissario generale Unrwa Philippe Lazzarini, il nuovo meccanismo di sostegno è «una trappola mortale». Di qui l’esortazione a Israele a consentire alle Nazioni Uniti di entrare in sicurezza e senza restrizioni per fornire assistenza umanitaria nella Striscia. Oltretutto, Lazzarini rimarca che con il nuovo sistema la distribuzione di aiuti è limitata a 3 o 4 luoghi – a fronte dei circa 400 siti in cui erano distribuiti in precedenza -, costringendo i civili a percorrere lunghe distanze in condizioni pericolose.
L’agenzia Dire fa la conta delle vittime, aggiornata con gli ultimi dati: dal 7 ottobre 2023, le operazioni militari israeliane a Gaza hanno ucciso 54.470 palestinesi – la maggior parte dei quali donne e bambini – e ferito 124.693. Ma il numero dei morti potrebbe essere molto più alto, «poiché molte vittime rimangono intrappolate sotto macerie o nelle aree di soccorso a cui le squadre di soccorso non possono accedere a causa di continui attacchi».
3 giugno 2025

