Gervasi alle famiglie: a Maria affidiamo l’Incontro mondiale
La celebrazione presieduta dal vescovo a Santa Maria Maggiore a poche settimane dall’evento. L’invito a guardare all’esempio di Chiara Corbella
Al termine del mese mariano e a poche settimane dall’Incontro mondiale delle famiglie, che si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno, il vescovo ausiliare Dario Gervasi, delegato per la pastorale familiare, ha affidato a Maria, «proprio a lei che è stata ed è una mamma», le famiglie romane e il prossimo appuntamento, giunto alla decima edizione. Il presule ha presieduto ieri sera, 29 maggio, una celebrazione dedicata nella basilica di Santa Maria Maggiore, che custodisce l’icona bizantina della Salus populi romani, «davanti alla quale sappiamo che Papa Francesco prega prima e dopo i suoi viaggi, specialmente quelli più impegnativi – ha detto Gervasi -, affidandosi a lei, come anche noi vogliamo affidarle le nostre famiglie e l’Incontro mondiale, certi che tutto andrà bene».
Proprio davanti all’icona, che la tradizione attribuisce a San Luca, hanno compiuto un piccolo pellegrinaggio al termine della Messa tutti i presenti, invitati da don Dario Criscuoli, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, a recarsi nella cappella Paolina della basilica «chiedendo una grazia a Maria e guardando al Cielo nel giorno dell’Ascensione di Gesù. Pensando a tutto quello che nella vita quotidiana ci butta giù, chiediamo di essere recuperati da Gesù lì dove siamo caduti, per essere risollevati».
Anche il vescovo Gervasi nella sua omelia ha guardato all’Ascensione del Signore, avvenuta «dopo 40 giorni trascorsi con i suoi discepoli – ha spiegato -, e questo ci fa pensare al nostro cammino perché come loro hanno avuto bisogno di capire bene dalle sue parole tutto il percorso precedente accaduto, così anche noi dobbiamo ricordarci quello che annunciamo cioè che Gesù è risorto ed è presente nella nostra vita e nelle nostre famiglie». Gervasi ha in particolare sottolineato come «è importante che come cristiani noi diciamo questa verità, che abbiamo sperimentato ogni volta che ci siamo resi conto che Cristo è nella nostra barca», e insieme che «ricordiamo come non c’è solo una dimensione orizzontale nella nostra vita ma anche una verticale, che cambia tutto», dato che «una parte della nostra vita è già con Cristo, in cielo, come ricordano le parole di San Paolo che ci invita a guardare le cose di lassù».
Ecco allora l’auspicio del presule affinché «l’Incontro mondiale delle famiglie ci svegli e ci aiuti ad allenare lo sguardo a questa verità» guardando anche «all’esempio di Chiara Corbella, che ha camminato sulla terra ma con gli occhi rivolti al cielo». Gervasi ha constatato che «è arrivato il momento in cui le famiglie devono dare una mano ai vescovi nella pastorale familiare e la Chiesa deve camminare con voi con grande slancio», quello che «l’Incontro mondiale, che sarà una grazia, rappresenterà». Riprendendo il Vangelo di Luca, il vescovo ha notato come «Gesù ci dice che saremo rivestiti di potenza dall’alto e questo è un momento molto bello per la Chiesa, un tempo speciale nel quale davvero le famiglie possono riscoprire la loro grande forza», con la certezza che «l’amore ci fa fare sempre uno scatto in avanti».
30 maggio 2022





